Mini bond senza alcun costo

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Entra in vigore in questi giorni la garanzia totale dello Stato sull’emissione di mini bond da parte delle aziende meridionali. Un’opportunità unica per reperire finanziamenti alternativi Entra in vigore in questi giorni la garanzia totale dello Stato sull’emissione di mini bond da parte delle aziende meridionali. Un’opportunità unica per reperire finanziamenti alternativi sul mercato e sfuggire alle dinamiche del credito bancario. Il sostegno alle imprese del Sud rappresenta, tra l’altro, una unicità visto che nelle altre aree del Paese la garanzia statale si limita a ridurre i costi senza abbatterli del tutto. Di queste innovazioni, nell’ambito del reperimento di capitali da parte delle attività produttive, si discute a Napoli il 10 dicembre prossimo quando, presso la sede dell’Unione Industriali a piazza dei Martiri, è in programma il seminario dal titolo “I nuovi strumenti per finanziare la crescita delle imprese: i mini bond e il sistema delle garanzie”. Novità dell’ultima ora: all’appuntamento aderisce, con un proprio rappresentante, anche il Fondo Italiano di Investimento. Ci sarà, inoltre, Banca Popolare di Bari per illustrare una delle prime operazioni nel settore dei mini bond. Lucilla Lanciotti, ceo della società NovaFund, entra nel dettaglio della questione relativa agli strumenti di accesso al credito alternativi rispetto al sistema bancario. Un argomento di cui tratterà anche durante il convegno. “In una fase storica di difficoltà nell’accesso ai capitali forniti dalle banche, causa credit crunch, è indispensabile per le imprese individuare nuove forme di approvvigionamento”, dichiara. Il problema come si risolve? Seguendo le direttive del Governo, che attua una liberalizzazione del mercato del credito e consente così alle aziende di provvedere alle proprie esigenze finanziarie senza dover ricorrere per forza all’ausilio del sistema bancario. Ora, però, bisogna adoperarsi per reperire gli investitori. A che punto è il mercato dei mini bond? Siamo ancora in una fase embrionale direi. Basti pensare che da quando, un paio di anni fa, questo strumento è stato introdotto le operazioni effettuate sono una settantina in tutto. Troppo poco per poter pensare di rivoluzionare il mercato del credito. Secondo lei perché le operazioni concluse sono così poche? Il problema principale sta negli operatori, che ragionano con delle logiche non rispondenti alle dimensioni e alla conformazione del mercato attuale. Mi spiego: il piano di sviluppo di una piccola o media impresa con importanti prospettive di crescita va valutato con criteri differenti da quelli che si utilizzerebbero per Fiat o qualche altra grande società. I vantaggi per le aziende che ricorrono ai mini bond quali sono? Prima di tutto la possibilità di reperire capitali dal mercato privato che ha sì dei vincoli ma che al tempo stesso è meno complesso di quello bancario. Inoltre con la garanzia dello Stato è possibile finanziare queste operazioni a costo ridotto o addirittura a costo zero se l’impresa ha sede in una regione del Sud. Tutto ciò considerato penso si possa dire che dal prossimo anno in avanti il mercato dei finanziamenti privati avrà un considerevole sviluppo. Focalizzando l’attenzione sul Mezzogiorno quale pensa sia la platea di imprese potenzialmente finanziabili? Ritengo che un buon 30 per cento delle aziende meridionali abbia la possibilità di emettere mini bond e accedere così a un mercato potenzialmente sterminato, se si considera quanti operatori possono essere inteteressati. E i settori più appetibili quali sono? Di sicuro quelli ad alto contenuto innovativo e tecnologico. Ma non sottovaluterei il Fashion e il Food, due ambiti in forte crescita. Può essere, questo, un modo per attrarre capitali esteri in Italia? Certamente. Dico di più: bisogna coinvolgere maggiormente gli investitori non tradizionali, vale a dire quelle entità che hanno capitali a disposizione ma, a differenza dei fondi di investimento, non operano nel mercato del credito in maniera professionale e vogliono semplicemente far fruttare il proprio capitale. In questo segmento siamo molto attenti a quanto accade in Asia, dove è molto vivo l’interesse per il Made in Italy. Il ruolo di NovaFund? Noi assistiamo le imprese, le aiutiamo a presentare dei progetti finanziabili e a individuare i migliori canali di approvvigionamento. Se poi vogliamo entrare nel dettaglio delle caratteristiche necessarie per accedere al mercato dei mini bond possiamo dire che un buon piano di sviluppo e un profilo internazionale di rilievo rappresentano senza dubbio ottime basi di partenza.