Minori, Tik Tok e social network

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di Salvatore Pignataro

C’è bisogno di essere cauti nel far proiettare i minori nella cosiddetta “tecnologia attrattiva” dei social e c’è bisogno contestualmente, di riconvertire l’inadeguatezza della cultura digitale per gli adulti. A questo, chiaramente si unisce l’isolamento sociale e a volte il mancato monitoraggio sul rapporto tra i minori e i social network. Nonostante l’intervento dello scorso 22 dicembre del Garante per la Privacy in merito alla protezione dei minori su Tik Tok e la “stretta” sui profili per gli under 16 attivati dalla piattaforma c’è da dire che ci sono ancora criticità sul rapporto tra minori e social network. La maggior parte dei video su TikTok ad esempio sono accessibili anche a chi non è iscritto, ciò vuol dire che tutto ciò che viene caricato può essere usufruito da chiunque, compresi i malintenzionati. Il 30 percento circa degli utenti è formato da utenti che non hanno raggiunto di 18 anni e nonostante l’età minima per iscriversi è 13 anni, non esistono ad oggi meccanismi di controllo per la verifica dei dati certi di chi vi accede. È innegabile che, per via del suo modo d’uso, il principale social network cinese risulti particolarmente attraente e intuitivo per le fasce più giovani della società, attirando da tutto il mondo soprattutto ragazzi e bambini. È necessario, dunque, che i genitori periodicamente vanno a monitorare i movimenti in rete e sui social dei propri figli, soprattutto nella fascia di età che va dai nove ai sedici anni. Il minore dovrebbe navigare affiancato da un adulto che gli spieghi il buon uso che si deve fare della tecnologia ed essere utilizzata come uno strumento di conoscenza e di sano divertimento. Questo ragionamento dovrebbe valere per l’utilizzo di tutti i social: facebook, whatsApp, instagram, tik tok ecc. Ebbene i genitori dovrebbero vigilare, se pure con discrezione, sui contatti e soprattutto sulle comunicazioni che i minori effettuano almeno su scala periodica. Tra le cose più importanti da fare, per i ragazzi e ragazze più grandi, è quello di evitare che i propri figli, abbiano delle restrizioni e password dirette di accesso ai social (per evitare controlli da parte dei genitori). L’accesso libero ai social non solo può essere utile per facilitare la tracciabilità delle conversazioni e l’identikit dell’interlocutore ma anche per la sicurezza del minore che può essere minacciato o adescato senza che nessuno al di fuori di se stesso lo sappia. Il consiglio più importante che possa dare è quello di determinare una congrua fiducia tra figli e genitori in maniera tale da prevenire, ad esempio, anche tutta una serie di attività sui social come il cyberbullismo o la ciber-pedofilia che risultano essere la piaga delle giovanissime generazioni. Insomma l’imperativo è sempre quello di prevenire e non trascurare prima che sia troppo tardi.