Mirella Barracco presidente dell’Advisoy board del Museo Archeologico di Napoli

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Advisoy board o anche cabina di regia. Di certo la squadra di otto top manager, presieduta da Mirella Barracco avrà il compito di rilanciare in una dimensione ancor più internazionale il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Otto partenopei illustri ingaggiati, senza alcun gettone, in base alle competenze.e alla rete di relazioni delle quali il Mann potrà giovarsi. Insieme con Barracco, presidente anche Napoli 99, la fondazione che rilanciò le attività culturali nel capoluovo campano, il vicepresidente di Pierrel, Rosario Bifulco; il direttore generale di Campania New Steel, Mariangela Contursi; il commercialista Vincenzo D’Aniello; il Ceo di Investment Banking and Capital Markets di Credit Suisse, Federico Imbert; l’amministratore delegato di Triboo, Riccardo Maria Monti e lo scienziato Marco Salvatore.

In foto l’Advisory Board del Mann. Da sinistra:, Rosario Bifulco, Mariangela Contursi, Vincenzo D’Aniello, Paolo Giulierini, Marco Salvatore, Mirella Barracco e Riccardo Maria Monti 

“Il Mann cresce e guarda avanti, verso reti sempre più internazionali – sottolinea il direttore Paolo Giulierini – per farlo con il respiro che il primo museo italiano di antichità classica merita, richiama a sé donne e uomini d’eccellenza, ricchi di visione e ma soprattutto di passione”. Il piano strategico fino al 2023 per rilanciare il Mann è già stato stilato e la nuova squadra avrà il compito di migliorare le strategie di finanziamento privato, attraverso crowfunding e sponsorizzazioni culturali, promuoverà branding anche in collaborazione con soggetti privati e cercherà nuove forme di sostegno all’attività del museo anche attraverso l’Artbonus. E proprio rispetto a questa ultima forma di finanziamento, che consente un credito d’imposta fino al 65% dell’importo donato a chi sostiene il patrimonio culturale, uno dei princiapli scopi del advisory board sarà stravolgere un dato che vede il 97% delle risorse raccolte attraverso l’Artbonus destinato al patrimonio culturale del Centro Nord. “Il 3% di fondi destinati al sud – rimarca D’Aniello – è un altro sintomo del divario tra Nord e Sud. Un gap che va colmato rendendo più attrattivo il nostro patrimonio”. Il rilancio del Mann è già cominciato da qualche anno. Basti pensare che i visitatori sono passati dai 280mila del 2014 ai 700mila del 2019. Anche il dato degli incassi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli restituiscono l’immagine di un sito in piena crescita. Nel 2014 la biglietteria del museo fatturava circa un milione di euro, nel 2019 si è arrivati a 4 mlioni di euro. Ma gli incassi più significativi arrivano dagli incassi delle mostre del Mann all’estero, che superano di 700mila euro annui nel 2019, arrivando a 3,5 milioni di euro nei cinque anni di autonomia, partendo da zero nel 2014. Anche il bookshop ha incrementato le vendite in maniera esponenziale, passando dai 100mila euro del 2014 agli 800mila del 2019.