Missili e testate nucleari: le armi di Kim

36

Roma, 1 sett (AdnKronos) – di Laura Botti

Soldati, caccia bombardieri e missili dalle caratteristiche poco conosciute, forse armati con testate nucleari. Mentre cresce la tensione con Washington – acuita martedì scorso dal lancio di un missile che ha sorvolato il Giappone – Pyongyang continua ad incrementare il proprio arsenale militare. Secondo un rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per l’attività militare, tra il 2004 e il 2014, il regime ha speso annualmente circa 3,5 miliardi di dollari. Una cifra destinata ad aumentare, almeno considerando le ultime provocazioni lanciate dal governo di Kim Jong-un.

Difficile valutare la portata dell’armamentario nordcoreano, vista la natura segreta di tutta l’operazione. Eppure, sulla base di indiscrezioni e notizie incerte, è possibile ipotizzare che Pyongyang disponga di almeno mille soldati, 3.500 carri armati e 431 caccia bombardieri. Il paese dovrebbe contare anche su oltre mille testate capaci di raggiungere la Corea del Sud e il Giappone e, secondo fonti dell’amministrazione Usa, starebbe sviluppando anche un missile balistico intercontinentale in grado di raggiungere il continente americano. Tuttavia, a preoccupare maggiormente la comunità internazionale è la possibilità che tali missili siano armati con testate nucleari.

Intanto si attendono nuove provocazioni strategiche, “inclusi lanci di missili balistici aggiuntivi e un sesto test nucleare”, ha specificato il vice ministro della Difesa sudcoreano Suh Choo-suk, rinnovando i timori sull’imprevedibilità del regime nordcoreano. L’ultimo test risale a martedì scorso, quando il vettore Hwasong-12 ha sorvolato il Giappone finendo poi nel Pacifico. Un razzo a medio raggio – sparato con un angolo “normale” ma con una potenza ridotta che lo ha fatto volare per circa 2.700 km, con un’altitudine massima di 550 km – che si aggiunge alle altre tipologie di missili – e relative varianti – che il paese potrebbe utilizzare in caso di guerra.

RODONG – Il Rodong o Ro-dong è un missile balistico a medio raggio, noto anche come No-dong nella sua pronuncia nordcoreana. Lungo fra i 15 e i 16 metri, con un diametro che varia tra il metro e 32 e il metro e 35, il Rodong nasce intorno alla metà degli anni ’80 dallo studio dei disegni dei missili Scud di provenienza egiziana, irachena e cinese, potenziandone la grandezza e la gittata. Identificato per la prima volta dai satelliti Usa nel 1990, il Rodong ha capacità che restano finora sconosciute: nella sua variante Rodong-1, il missile viene considerato una versione ingrandita dello Scud C con una bassa precisione. Del missile esistono le varianti Rodong-2, Rodong B e Rodong X e Rondong A, versione quest’ultima che si crede sia ora a disposizione per essere armata.

TAEPODONG – Altra testata a disposizione del regime nordcoreano sarebbe il Taepodong-2, altrimenti noto anche come TD-2 o Taep’o-dong 2. Si tratta di un progetto di missile balistico intercontinentale a due o tre stadi sviluppato dalla Corea del Nord come successore del precedente Taepodong-1. Il missile ha una lunghezza di quasi 36 metri e un diametro di circa 2. Il Taepodong-2 sarebbe il missile con il raggio d’azione più grande dell’arsenale nordcoreano. I dettagli del progetto sono scarsi: quello che è noto è che il primo stadio del missile è spinto da un propellente liquido ed è teleguidato a distanza, mentre il secondo usufruisce della spinta di un missile balistico a corto raggio Rodong.

UNHA – Si tratta di un lanciatore spaziale espandibile derivato dal Taepodong-2. Anche in questo caso i dettagli tecnici sono scarsi: dall’altezza di circa 32 metri e il diametro di circa 2 metri e 40, secondo alcuni analisti il primo stadio dell’Unha sarebbe formato da quattro missili Rodong-1, il secondo dovrebbe essere basato sulla tecnologia del SS-N-6 mentre il terzo ed ultimo stadio potrebbe essere identico al secondo stadio del vettore Safir, il famigerato “ambasciatore” iraniano.