Missione Dart pronta all’impatto per deviare l’asteroide. Telescopi spaziali Webb e Hubble in prima fila

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(foto da Pixabay)

E’ tutto pronto all’impatto della missione Dart della Nasa con l’asteroide Dimorphos, atteso per il 27 settembre alle 01,14 ore italiane: il veicolo si schiantera’ sull’asteroide a circa 24mila chilometri orari, tentando di deviarne la traiettoria e mettendo cosi’ alla prova l’efficacia di questo approccio in caso di pericolo per la Terra. Lo spettacolo vedra’ in prima fila molti occhi: oltre a quelli del microsatellite italiano LiciaCube dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che si e’ gia’ sganciato dalla sonda per filmare l’impatto a distanza di sicurezza, cercheranno di seguire l’evento anche gli occhi dei telescopi spaziali James Webb (di Nasa, Agenzia spaziale europea (Esa) e agenzia spaziale canadese) e Hubble (di Nasa ed Esa). Se non bastasse, spiera’ l’impatto anche la missione della Nasa Lucy, lanciata nel 2021 e diretta verso quattro asteroidi che orbitano intorno al Sole alla stessa distanza di Giove, mentre tra circa quattro anni Dimorphos sara’ raggiunto anche dalla missione Hera dell’Esa, il cui lancio e’ previsto a ottobre del 2024 e che studiera’ in dettaglio gli effetti della collisione. E’ difficile, tuttavia, sapere in anticipo cosa riusciranno a vedere i telescopi Webb e Hubble e la qualita’ delle immagini che raccoglieranno. L’asteroide, infatti, e’ molto piu’ vicino e si muove molto piu’ velocemente rispetto alle lontanissime galassie per le quali James Webb e’ stato progettato. Hubble, invece, si trovera’ dal lato sbagliato della Terra al momento dell’impatto e le sue osservazioni potranno iniziare solo 15 minuti dopo. Intanto, i ricercatori dell’Universita’ americana John Hopkins (che gestisce la missione Dart) hanno messo alla prova la fotocamera Draco a bordo della sonda, che permette la navigazione del veicolo e che immortalera’ anche l’asteroide nelle ore precedenti all’impatto. I ricercatori hanno addestrato la fotocamera a riconoscere Dimorphos quando spuntera’ da dietro il suo asteroide ‘compagno’ Didymos, facendogli fotografare il satellite di Giove, Europa, mentre usciva da dietro il suo pianeta.