Mobilità sanitaria in Campania:
risparmi per 20 milioni in 5 anni

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In riferimento ai dati relativi alla mobilita’ sanitaria in Campania, diffusi dalla Fondazione Gimbe, ed alle ricadute economiche conseguenti all’effettuazione di cure e controlli fuori regione, la Struttura Commissariale alla In riferimento ai dati relativi alla mobilita’ sanitaria in Campania, diffusi dalla Fondazione Gimbe, ed alle ricadute economiche conseguenti all’effettuazione di cure e controlli fuori regione, la Struttura Commissariale alla Sanita’ precisa che in questi 5 anni sono stati risparmiati oltre 20 milioni di euro, per effetto di una consistente riduzione di ricoveri fuori regione, e dell’incremento degli stessi in Campania. “I ricoveri – si legge nella nota della regione – rappresentano all’incirca l’85% della spesa complessiva. Cosa diversa e’ quando si parla di prestazioni. Appare infatti abbastanza naturale, per i cittadini che vivono ai confini, andare a fare analisi o un esame diagnostico nel posto piu’ vicino, che per alcune parti del territorio campano e’ rappresentato dalla Puglia, dalla Basilicata e dal Lazio. Nel 2009 c’erano stati fuori regione 92.200 ricoveri. Nel 2013, ultimo dato noto in quanto quelli del 2014 verranno comunicati entro il 31 maggio, gli stessi sono calati di circa il 13%, scendendo a 80.754. Per quanto attiene invece i ricoveri in Campania, si è passati da 25 mila per un incasso di 57 milioni di euro nel 2010 a 32.600 per un incasso di 75 milioni e 600 nel 2013.” La Struttura Commissariale precisa altresi’ che, “la mobilita’ e’ scambiata con costi concordati e viene pagata allo stesso modo in tutta Italia, per cui non e’ vero che altrove i tariffari sono piu’ alti. E’ vero invece che sono aumentati i costi delle prestazioni che hanno fatto lievitare in tutta Italia la spesa sanitaria, passata dai 111 miliardi del 2011 ai 117 di oggi. A fronte di questo dato generale, la Struttura Commissariale ricorda che la Campania e’ tra le poche se non l’unica regione a registrare un risultato positivo, del tutto in controtendenza con il resto del Paese. L’esercizio 2009 si era chiuso con un passivo di 853 milioni; quello 2013 ha fatto registrare un saldo attivo di 6 milioni; il consuntivo 2014 addirittura porta l’avanzo a 240 milioni di euro“.