Mobilità, a Napoli l’hub tra Federico II e Almaviva per la transizione digitale

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Nasce oggi a Napoli il polo “Smart Mobility & Logistics”, centro di eccellenza per una mobilità sostenibile. Ad animarlo due soggetti, Università “Federico II” e Almaviva, che nell’ambito dei trasporti e della mobilità rappresentano un punto di riferimento e realtà di prestigio riconosciute a livello internazionale. “L’obiettivo è divenire un hub inclusivo, aperto ai territori, alle amministrazioni, all’ecosistema economico nel processo di transizione digitale dei sistemi di trasporto e della mobilità”, ha esordito Cino Bifulco, professore di Ingegneria del Trasporti dell’ateneo federiciano, nell’introdurre i lavori in diretta su YouTube a cui hanno partecipato Matteo Lorito, rettore dell’Ateneo federiciano, insieme ad Alberto Tripi, presidente di Almaviva, e Luigi Nicolais, consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca.
Un polo che nasce in un momento in cui il settore vive una fase molto delicata, con la crisi pandemica che ha messo a nudo le fragilità del comparto, non solo a livello infrastrutturale. “Dobbiamo imparare a non rincorrere le emergenze in questo Paese ma ad operare nell’ordinario”, ha aggiunto il professor Bifulco. “Questo centro vuole essere di stimolo per sviluppare un’innovazione digitale nei trasporti che sia immediatamente fruibile ma in una visione strategica a lungo periodo”, ha evidenziato. “La Federico II ha la potenzialità di collaborare e sviluppare insieme a importanti players internazionali, come Almaviva, tutta una serie di innovazioni. Progetti, costituzione di laboratori congiunti, attività formative. Questo accordo ha anche la funzione di interfacciare la realtà produttiva con una realtà pubblica, che ha bisogno di introdurre al suo interno innovazione. La Federico II potrebbe diventare un gigantesco laboratorio di innovazione tecnologica in campo di Smart Mobility e Logistics.
Il modo di fare università è cambiato. Siamo un mondo nuovo, non si usano più lavagna e gessetto e credo che nel futuro, ci avviciniamo ai nostri 800 anni di storia, dobbiamo andare verso una direzione nuova con tutta la struttura della Federico II, dalle sedi più antiche del centro storico, alle più moderne come San Giovanni”, ha sottolineato invece il rettore Matteo Lorito.
Sull’aspetto della sicurezza, il presidente di Almaviva Tripi ha dichiarato: “Più noi siamo in un sistema controllato digitalmente e più abbiamo la possibilità di ridurre gli incidenti”. E poi, sull’aspetto green. “Sostenibilità non significa soltanto usare carburante meno inquinante o passare ad auto ibride, l’ottimizzazione della logistica del nostro Paese può contribuire sensibilmente ad una svolta green. Occorre mettere insieme tutti gli ecosistemi del trasporto e interagire sui vari sistemi informativi di queste aree per guardare al traffico umano, e soprattutto delle merci, in un’ottica integrata”, ha spiegato Tripi.
Sei le aree tematiche al centro dell’Accordo, individuate come principali filoni di ricerca e sviluppo.
Smart Road, dedicata a soluzioni di mobilità connessa che garantiscano una migliore gestione delle strade e del traffico, in ottica di sicurezza e confort. In questo contesto il Polo sarà nodo nevralgico a supporto di startup e PMI. Smart Terminal Hub, orientata a percorsi di trasformazione digitale di porti, aeroporti e stazioni, secondo requisiti di sicurezza, efficienza e sostenibilità ambientale. Smart on Board Services, sulla qualità dei servizi durante il viaggio e le esperienze a bordo di vettori ferroviari di lunga percorrenza, sistemi di metropolitana, TPL e micromobilità. Mobility as a Services, in una logica in cui i concetti di modo, servizio e operatore e le stesse distinzioni tra mobilità privata e collettiva si integrano in ecosistemi di mobilità tecnologicamente assistiti e in nuovi modelli di business. Logistic & Freight, settore la cui rilevanza strategica è stata ancora più evidente in periodo pandemico e il cui sviluppo consentirà l’evoluzione delle piattaforme nella direzione Logistics as a Service. Asset Management & Predictive Maintenance, che pone l’attenzione sulle infrastrutture come asset strategico e sui relativi processi manutentivi.
Per il professor Luigi Nicolais, consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca, “oggi finalmente si è capito che il problema della transizione digitale bisogna affrontarlo nella filiera”. Per l’ex ministro e presidente Cnr “la rivoluzione 4.0 non è industriale ma sociale, le tecnologie ci sono ma dobbiamo imparare ad usarle in un’ottica di interoperabilità dei sistemi”. La figura del ricercatore è fondamentale per Nicolais, “perché produce nuova conoscenza”, però da solo il ricercatore non basta, serve un innovatore “che utilizza la conoscenza prodotta per portarla sul mercato quando è ancora originale e rappresenta una novità”.