Moda, a Parigi sfilano le “devote” dello stilista napoletano Francesco Scognamiglio

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Omaggio a Napoli e a Pompei sua città natale da parte di Francesco Scognamiglio, lo stilista partenopeo che ieri ha debuttato a Parigi sfilando la sua collezione nelle sale dell’Hotel Particulier della Ville Lumière, aprendo di fatto il calendario dell’ haute couture francese. Le sue devote alla Madonna non sono pie donne, ma apparizioni di luce argentea e scintillante. Illuminate da decori abbaglianti sui veli che circondano i volti e le spalle, accessori che sicuramente piaceranno molto alle ricche signore arabe, visto che ieri tra le ospiti dello stilista alla cena di gala che ha dato all’hotel Ritz dopo il defilè, c’era anche la stupenda principessa Kasia Altani, velata di nero e Swarovski, bella e misteriosa come una diva, tanto che qualcuno la paragonava a Zeudi Araja. Le silhouette scolpite che propone Scognamiglio fasciano il corpo e lo disegnano. Ecco che le devote diventano angeli carnali e irraggiungibili, che fremono tra rouche e volant, che risplendono di scintillanti ricami, che si intravedono dalle trasparenze. Leit motiv della collezione le rose che Scognamiglio ha ricamato su abiti e veli utilizzando 300.000 cristalli Swarovski. Rose che sbocciano tra i decori fino ad arrivare al rutilare policromo della cappa di broccato che cattura sulla superficie mossa da fili, la poesia segreta dei giardini partenopei. Al culmine del percorso, la sposa è un tripudio barocco di pizzi e decori dall’opulenza immateriale. “La mia sposa è la summa della mia collezione?, dice orgoglioso Scognamiglio. La palette è pallida, fatta di bianchi ottici, verdi trasparenti e rosa polvere, interrotta da macchie di nero e rischiarata dalla luminosità dei cristalli. Accessori platino suggellano il glamour lirico. Lo stilista ha esplorato dunque il linguaggio dell’alta moda utilizzando un nuovo percorso che è la naturale evoluzione della sua carriera ma anche una più alta espressione del lavoro svolto fino a questo momento. “Ho lavorato tanto e velocemente, giorno e notte con 20 persone in atelier – rivela oggi a fatica conclusa – ma sono felice perché ho già tanti appuntamenti per vendere e questo è l’obiettivo del fare l’alta moda, che viene fatta dalle clienti non dai giornalisti”.