Moda, cresce export griffe di biancheria(+2,9%). Campania terza per numero di imprese

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Come per altri comparti del tessile e moda, l’export si conferma il motore principale per la crescita delle aziende italiane di biancheria, che – nonostante questa spinta – hanno subito una contrazione negli ultimi 5 anni. Secondo i dati diffusi oggi a Immagine Italia, la fiera di settore cui partecipano 250 marchi organizzata a Firenze dalla Camera di Commercio di Pistoia, il settore a livello nazionale ha subito una contrazione nel numero delle imprese registrate pari a -18% negli ultimi 5 anni, dal 30 settembre 2010 alla stessa data del 2015. Il fenomeno di diminuzione delle imprese registrate è generalizzato in tutto il territorio anche se la Toscana subisce una flessione di entità inferiore al dato nazionale (-12,4%). Al 30 settembre 2015 il settore della produzione della biancheria intima conta in Italia 1.810 imprese attive, con un totale di addetti di circa 15.560 unità. La regione con il maggior numero di imprese è la Lombardia (429 imprese) a cui seguono la Puglia (378 imprese) e la Campania. La Toscana si trova al quinto posto con 133 imprese attive e Pistoia rappresenta dopo Firenze il 29% del totale imprese toscane del settore. Certo è che per le imprese una vera e propria boccata d’ossigeno arriva dall’export: nel periodo gennaio-settembre 2015 a livello nazionale sono state esportate merci per un valore di oltre 2 miliardi e 329 milioni di euro (+ 2,9%). I paesi dove maggiormente vengono indirizzati i flussi di export sono principalmente europei (77,4%), con una leggera flessione pari a -0,6%. La distribuzione si muove soprattutto verso Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Svizzera. E se da una parte diminuisce l’export di biancheria intima in Russia (in calo del -43%), dall’altra cresce l’export verso l’Asia (+14,4%) e gli Stati Uniti (+26,5%).