Moda, “Feel the yarn italian excellence”: c’è il contest per giovani talenti

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Dal primo anno, era il 2010, quando le scuole di moda coinvolte erano solo 5 di 4 diversi paesi, il contest Feel the yarn italian excellence ha fatto molta strada. Giunto alla sua 9a edizione, il contest promosso da Cpf-Consorzio promozione filati e dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery ha nel corso del tempo ampliato il suo raggio di azione e, novità di quest’anno, anche le modalità di svolgimento. Non c’è stata solo la scelta delle scuole di moda internazionali da coinvolgere nel progetto, con il successivo recepimento delle loro indicazioni sui giovani da far concorrere, ma anche un vaglio dei partecipanti da parte degli stessi organizzatori. Si è costituita una commissione coordinata da Ornella Bignami, di Elementi Moda, e costituita dalle imprenditrici Roberta Pecci e Raffaella Pinori per Cpf e da Francesca Tacconi e Riccardo Vannetti per Pitti Immagine; fra tutti gli aspiranti concorrenti segnalati dalle scuole di moda partecipanti, di 10 diversi paesi, sono stati selezionati dalla commissione 26 studenti, aspiranti designers di maglieria. I giovani sono stati scelti sulla base del loro percorso formativo e dei concept presentati su ispirazione del tema generale del concorso, Ibridazione. Ogni studente è stato poi abbinato a una filatura, con la quale si rapporterà anche per acquisire i filati necessari alla realizzazione del modello. A Pitti Immagine Filati n. 83 (27-29 giugno) si potranno ammirare i lavori dei giovani, votare il progetto più innovativo e definire un vincitore.
“La doppia selezione dei partecipanti, da parte delle scuole e nostra, ci consente di far crescere -spiega Federico Gualtieri, presidente di Cpf- il livello del concorso, peraltro già elevato. Siamo molto soddisfatti: Feel the Yarn Italian Excellence è un contest che ha saputo affermarsi nel tempo e che consideriamo un investimento importante”. “Ne è convinto il consorzio – aggiunge – ma anche, evidentemente, le singole aziende, che mettono a disposizione i filati e che dialogano con i giovani, accogliendoli e facendoli entrare in contatto con la produzione dei filati. Quest’anno sono 26 le imprese direttamente coinvolte, l’anno scorso erano 22: nel tempo sono progressivamente aumentate, a testimonianza del valore del nostro progetto”. Le scuole partecipanti sono Bift e The Hong Kong Polytechnic (Cina), Bunka (Giappone), Dskd (Danimarca), Hanyang women’s university (Corea del sud), Hochschule Luzern (Svizzera), Hochschule Niederrhein e Hochschule Trier (Germania), Kingston University e Royal College of Art (Uk), L’Ecole de la Maille (Francia), Polimoda e Politecnico di Milano (Italia), Shenkar (Israele).