Moda, il “sogno” del couturier campano Francesco Scognamiglio chiude l’edizione 2018 di Altaroma

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“L’alta moda è l’unica espressione creativa che può raccontare il sogno, la dimensione sublimata della realtà, quel surrealismo onirico che è espressione di vera creatività. Mai come oggi c’è bisogno di creare alta moda e di menti creative che sanno realizzarla, che solo in Italia abbiamo e che vengono apprezzate e richieste in tutto il mondo”. Con la sfilata-evento di Francesco Scognamiglio, celebrativa dei 20 anni della maison del couturier campano che veste star come Nicole Kidman, Beyonce e Lady Gaga, in programma questa sera nel foyer della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, termina la quattro giorni di manifestazioni di moda di Altaroma cominciata il 25 gennaio. Un’edizione quella di gennaio di Altaroma, ricca di eventi: presentazioni di nuovi talenti, sfilate di atelier ‘storici’ come Gattinoni, Balestra, Camillo Bona, Abed Mahfouz, Sabrina Persechino, Nino Lettieri; work shop con sfilate di scuole e accademie di moda; nuovi progetti come Showcase, ideato da Altaroma con Ice Agenzia, che ha mostrato le creazioni di 40 nuovi marchi al museo Maxxi; presenze eccellenti, come quella di Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior che ieri è stata ospite di Altaroma in un talk. La collezione di Francesco Scognamiglio viene raccontata in anteprima alla stampa, dal couturier, che spiega di essere partito dal concetto di “surrealismo onirico”. “Continuo a ripetere – dice Scognamiglio – che l’alta moda è sogno e che il giorno che i creativi che fanno sognare non ci saranno più andremo tutti a casa. Io faccio alta moda perché ne sento il bisogno. Sono orgoglioso di essere italiano ma la presento a Parigi perché offre un contesto internazionale, con clienti importanti, stampa da tutto il mondo e con le modelle più belle del pianeta. Se questo fosse possibile in Italia sfilerei pure a Napoli. Amo Roma, che é bellissima, sono partito da questa città nel 2000, con una sfilata a Palazzo Barberini. Infatti celebro qui i 20 anni di carriera e le mie 40 collezioni”. “Faccio moda per le donne perché le amo. La moda – rivela – l’avevo nel dna. A sei anni guardavo mia madre che comprava in una boutique a Pompei dei meravigliosi abiti di Genny disegnati da Gianni Versace. In quel momento forse, avevo già deciso che avrei fatto moda. In seguito osservavo un sarto lavorare, tagliare le giacche, insellare le maniche, da lui ho imparato tutte le tecniche sartoriali inconsapevolmente, perfino a ricamare. Nonostante gli studi di musica mi sono ritrovato nel 1998 ad aprire un atelier nella casa dei miei nonni che erano morti con i soldi, tanti, che avevo guadagnato organizzando sfilate nei negozi a Pompei. Allora si faceva così. Ho cominciato in questo modo, da autodidatta e con i miei soldi guadagnati a venti anni”. In pedana questa sera allo GNAM, ci saranno 15 capi d’archivio e 13 nuovi abiti dalle silhouette minimali, indossati dal altrettante modelle internazionali capitanate da Carmen Kass. Linee affusolate e sensuali tessuti in maglia di tulle e mikado, dove si depositano i ricami di migliaia di pietre, cristalli e perline, in disegni complessi di volute barocchi. Un sontuoso cappotto è stato tutto intarsiato jacquard con rose rosa riprese dai fiori del santuario di Pompei e doppiato in seta color rosa cammeo. La palette cromatica è quella di un nordico paesaggio invernale: bianco ghiaccio, perla, aurora boreale, rosa tenue, rosso porpora, nero.