Modelli 3D per testare le terapie antitumorali: ricercatrice campana premiata con l’Erc Starting Grant

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Sviluppare modelli tridimensionali di tumore da utilizzare per studiare la risposta dei pazienti a determinate terapie, affrontando così uno dei problemi più spinosi della ricerca sul cancro, ovvero la difficoltà di trasformare i risultati che si ottengono in laboratorio in applicazioni cliniche per il malato, spesso legata alla mancanza di modelli sperimentali preclinici adeguati. È l’ambizioso progetto con il quale Loretta del Mercato, giovane ricercatrice campana di stanza all’Istituto di Nanotecnologia del CNR di Lecce, si è aggiudicata l’Erc Starting Grant 2017, tra i bandi più competitivi a livello europeo, emesso ogni anno dall’European Research Council per finanziare – fino a un milione e mezzo di euro per cinque anni – i migliori progetti presentati da studiosi e ricercatori, di qualsiasi età e nazionalità, nell’Unione Europea o in un Paese associato. Classe 1979, nata a Napoli, Loretta si è laureata nel 2004 in Biotecnologie all’Università “Federico II” e ha conseguito il dottorato in Materiali e Tecnologie Innovative alla Scuola Superiore ISUFI-Università del Salento, specializzandosi nella caratterizzazione di molecole biologiche e proteine su nanoscala. Poi, dopo due anni e mezzo di perfezionamento postdoc in Germania, alla prestigiosa Philipps-Universität di Marburgo, “ho sentito la voglia di tornare in Italia e portare qui ciò che avevo imparato – racconta a IlDenaro.it –. Sono rientrata nel 2010, con una posizione di ricercatore a tempo determinato al CNR di Lecce”. L’Erc è un traguardo importante: “Bisogna presentare, come dicono loro, un’idea high gain, high risk, quindi ad alto rischio e ad alto impatto, che vada oltre quello che c’è già”. Quest’anno, su 3085 progetti, in tutta Europa ne sono stati approvati 406, tra cui 43 presentati da italiani: “Di questi però soltanto 17, inclusa me, vivono in Italia”, precisa.

Medicina di precisione 

“Nonostante ci sia una certa compatibilità tra i modelli preclinici animali e gli esseri umani, ciascuno è un individuo a sé e risponde in modo diverso al trattamento. La direzione in cui si sta andando, pertanto, è realizzare modelli preclinici alternativi che consentano di mimare meglio il tumore del paziente e di prevedere una maggiore efficacia della risposta di quest’ultimo al trattamento”, spiega Loretta, che per il suo progetto di medicina di precisione ha coinvolto l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari: “Con loro abbiamo deciso di focalizzarci sul tumore del pancreas, che è uno dei più diffusi, difficili da diagnosticare e che lasciano poco tempo ai pazienti, perché la diagnosi è molto tardiva”. Grazie a un finanziamento di un milione di euro per cinque anni, con il quale metterà su “un team interdisciplinare, e mi auguro anche internazionale, di sette persone”, la ricercatrice svilupperà nuovi modelli in vitro 3D – alternativi ai modelli animali – di tumore al pancreas, ingegnerizzati con un set di sensori nanotecnologici. Queste ‘piattaforme 3D multifunzionali’ consentiranno di monitorare le interazioni delle cellule tumorali con il loro microambiente, di verificare l’appropriatezza delle terapie prima della somministrazione ai pazienti oncologici e di prevedere la risposta dei singoli pazienti ad una o più terapie antitumorali, fornendo dati attendibili ed in tempi più rapidi rispetto a quelli lunghi e costosi ottenuti attraverso la sperimentazione sugli animali. 

 
Paola Ciaramella