I molteplici attributi della parola Lavoro

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Il lavoro è una successione di fatti e azioni tra loro connessi che si sviluppano con continuità e con strappi. La parola racchiude in sé una molteplicità di attributi. Se nella società ancor prima che nell’economia il modus operandi (Modalità 1) è arrampicarsi sulla vetta dell’efficienza allocativa, allora tra quegli attribuiti spiccano il faticare (tensione del corpo e fatica della mente) e l’eseguire (compiere quanto disposto da altri). Se invece a prevalere è il passaggio dalla bassa all’alta istruzione salendo i gradini dell’apprendimento (Modalità 2), troveremo in cima alla lista degli attributi il prepararsi (mettersi nelle condizioni di affrontare una situazione) e l’intraprendere (accingersi a un’impresa).
Le rivoluzioni industriali hanno messo sul trono l’efficienza. Nel corso delle due rivoluzioni gemelle, l’una della conoscenza e l’altra dell’intelligenza artificiale (AI), è l’apprendimento che ne prenderà il posto. La transizione dalla Modalità 1 alla Modalità 2 è un work in progress che libera la mente da consuetudini e pratiche ormai consunte.
La digitalizzazione sta unendo in un abbraccio dorato la scienza e l’ingegneria con il design e le arti. Quando le barriere vengono abbattute, la creatività diventa protagonista principale sulla scena dell’ingegneria e degli usi della tecnologia incentrati sull’uomo. Le arti fungono da catalizzatore nel convertire le conoscenze scientifiche e tecnologiche in nuovi processi, prodotti e servizi. Mantenere un’elevata propensione all’imprenditorialità tecno-umanista significa non solo incoraggiare la generazione di idee, ma quelle che possono alimentare start-up che generano nuovi valori – il che richiede un apprendimento continuo e la volontà combinata con la capacità di avanzare verso l’ignoto.

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