di Anita Curci
Dopo anni di impegno civile, Patrizia Villa (Pat Villa) apre una nuova stagione creativa e approda alla narrativa con il suo primo romanzo Molto e molto poco, Giuseppe de Nicola Editore.
Ambientato nella Livorno del secondo Dopoguerra, il libro racconta una città che rinasce dalle macerie attraverso la vicenda del giovane Giorgio Morandi, diviso tra una vita che lo soffoca e il sogno di emanciparsi fuggendo lontano.
Patrizia, perché Molto e molto poco?
“Si tratta di un romanzo in cui le assenze pesano molto, molto più delle presenze. Nella quantità così espressa, non è chiara la misura, e questo è un romanzo dove difficilmente se ne trova una. Ognuno esagera a modo suo, e in questa smania di riempire, commette errori che poi ineluttabilmente paga”.
“Nel romanzo c’è Giorgio, giovane irrisolto, con l’ossessione di fuggire. E lo fa, emigrando in America. Prima di tutto da cosa fugge? Poi, trova quello che cerca?
“L’ossessione di Giorgio è l’inquietudine degli adolescenti. La affronta con la complicazione di un ragazzo che ha subito la guerra, che ha sofferto perdite irreparabili. Lui non ha tempo, brucia per il futuro che in quel momento assume una forma di riscatto salvifica, e si lancia senza remore in una sfida difficile. Il destino da impiegato non lo soddisfa, perché sa di essere un uomo capace di espandersi.
In realtà non fugge, va incontro al futuro che già ha visto nella propaganda dell’epoca. Va in quell’America nuova e moderna per lasciarsi alle spalle i dolenti i resti della distruzione inflitta dalla guerra e una Livorno che risorge troppo lentamente dalle sue ceneri.
Si può dire senza dubbio che abbia trovato quello che cercava: il successo e l’avventura. Trova anche l’amore e un figlio desiderato”.
Oggi, Giorgio fuggirebbe in America come negli Anni Cinquanta?
“Dico no con certezza. Dopo l’elezione di Trump la percezione è cambiata. Oggi è chiaro quello che è sempre stato sotto gli occhi di tutti, e nessuno ha voluto vedere. Questa cecità può essere perdonata a noi gente comune, ma la politica ha un’enorme responsabilità. Non disprezzo la politica, trovo sbagliato però che si asservisca completamente all’economia.
Noi giovani post sessantottini l’avevamo intuito quando gridavamo: America imperialista, e non ne riconoscevamo la funzione da eroina dei due mondi. Eppure noi stessi, l’abbiamo dimenticato, ammaliati dal benessere. L’America non è più un faro, ma un problema.
Purtroppo i nostri giovani sono costretti a emigrare per trovare un lavoro degno di tale nome. Ma questo non è un problema dell’America, è un problema dell’Italia”.
Negli Stati Uniti il suo personaggio si reinventa: successo, denaro, una nuova identità. Poi torna a Livorno e cosa realizza?
“Direi più correttamente: cosa lo costringono a realizzare. Giorgio è bello, e a suo modo serio e determinato. Sa cosa vuole. L’America gli dà l’occasione e lui sa coglierla. Nella solitaria marcia verso la realizzazione dei suoi sogni, incontra Rowan, la moglie. La prima che lo spinge a cercare di riordinare il suo passato. Da donna non può concepire che il suo George, sia stato il Giorgio che ha abbandonato una compagna e una figlia al suo destino.
A Livorno ritrova i vecchi amici e tutti, loro malgrado, dovranno fare i conti con sé stessi. Nessuno è come sembra, e tutta la narrazione rende evidente questa temibile realtà.
Giorgio a Livorno procede a tentoni, riemerge la sua latente natura maschile del possesso, che lo coinvolge in scelte irreparabili. Non suggerisco e non esprimo giudizi. Ognuno dei personaggi si analizza e si giudica da solo, attraverso gli eventi”.
Tra le pagine si percepisce spesso il concetto di inganno, a cosa porta?
“L’inganno, come vedremo, più o meno inconsciamente fa parte della vita di tutti i personaggi. Fra la propria versione e quella degli altri, ci sono mille sfumature. Ognuno cerca nell’altro un motivo per assolversi. I compromessi non pagano, ma vivere senza doverli accettare è difficile. È opinione comune che per affrontare i casi della vita, siano necessarie personalità così dette risolte, ma qual è la ricetta per sentirsi ed essere veramente tali? Fra illusioni che crediamo realtà e la vita ci sono eventi e mille verità che non sai dove ti porteranno”.






































