Il mondo fantastico di Maria Pia Daidone al Mudiss di Castellammare

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in foto Maria Pia Daidone

di Maria Carla Tartarone

Maria Pia Daidone, la nota pittrice e scultrice che abbiamo visto in mostra recentemente a Piazza Bellini, rappresentante figure di donne, oggi espone “Riverberi Sacri” al Mudiss, il Museo Diocesano Sorrentino Stabiese che apre all’Arte Contemporanea in Castellammare di Stabia
Le prime esposizioni di questa artista abbiamo cominciato a notarle attorno al 2008 quando si componevano di espressioni delicate nei soggetti ispirati da piccoli animali come in “Zoophantasi” del 2008 nel Museo Archeologico, dove al bianco delle piume cominciarono ad aggiungersi materiali luccicanti come il rame. I soggetti divennero poco dopo scialli lucenti, al Pannel 2011, e a Viterbo nel Palazzo degli Alessandrini, poi alla Biennale di Venezia, infine ancora al Pan in “Oronerorame”. Nel Lavatoio Contumaciale di Roma espose in una Collettiva, nel 2012, nello stesso anno sempre a Roma presentò la personale “Rossorame” nello “Studio Arte Fuori Centro”. Tra il 2013 ed il 2014 vedemmo i suoi lavori a Cantalupo del Sannio nella Collettiva “Radici e Novità” giungendo a perfezionare in una mostra a Benevento i famosi “Mantelli” composti da innumerevoli lamine di rame, opaco e lucente, unite tra loro con prezioso lavoro.
Nel 2017 l’abbiamo vista unirsi ad una artista francese puntinista, Tatiana Chafcouloff, nelle Sale dell’Istituto Grenoble per la mostra “Cognizioni Misteriche tra Napoli e Parigi”, ispirate alle corrispondenze alchemiche tra le due città. Mostra poi ripetuta nelle Sale delle Carceri di Castel dell’Ovo in cui si sono anche rivisti i delicati uccellini scolpiti, poggiati su libri e altre strutture, tutti metallizzati. Nel 2018, negli spazi del Caffè letterario di Piazza Bellini Intra Moenia mostrò “Colloqui Metafisici”, immagini femminili, profili perlopiù, accompagnate dalle antiche composizioni più vicine alla scultura, quasi sempre dipinte su legno o scolpite, mentre sembra aver lasciato da parte il rame e l’oro. Anche oggi l’artista espone nell’attuale mostra al Museo Diocesano Mudiss il suo lungo percorso, sempre variato nella scoperta di nuovi accostamenti di materiali e di nuove immagini. La mostra è a cura del sociologo Maurizio Vitiello. La stessa artista spiega: ” Sia le sagome sedute che quelle in verticale sono state realizzate in legno… Volti ieratici con sguardi presenti ma lontani…Il colore predominante è il nero collegato ad ansimi di rosso-blu e soffi di oro…”. Oggi Maria Pia Daidone sembra aver raggiunto l’apice delle sue realizzazioni fantastiche, ma noi siamo sempre in attesa.