Montante attacca Morra: “Vuole intimidire la Corte”

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Caltanissetta, 11 lug. (Adnkronos) – “Mi hanno ucciso, anche fisicamente, mi hanno umiliato, sono arrivato a pensare anche al suicidio ma non l’ho fatto, perché voglio avere fiducia in questa Corte”. Antonello Montante scoppia a piangere, mentre lo dice. L’ex Presidente degli industriali, nella terza udienza dedicata al suo interrogatorio sollecitato dalla difesa, parla per oltre tre ore. L’udienza si è tenuta ieri ma era a porte chiuse, adesso l’Adnkronos è in grado di rivelare tutto l’interrogatorio. Montante ribadisce più volte di “non avere mai fatto dossieraggi”e “anzi, di averli subiti” e che contro di lui ci sarebbe “un disegno preciso”. Si dice convinto che “tutti vorrebbero, anche i giornalisti, che io accusassi i magistrati, ma non lo farò. Neppure i pm che hanno fatto l’indagine”. E annuncia di “essere pronto a tirare fuori delle carte” per smascherare “i lupi travestiti da agnelli”. Non ha preso bene la presenza del Presidente della Commissione antimafia Nicola Morra, ieri, al bunker del Malaspina di Caltanissetta. E oggi, in una nota, diffusa dal suo legale Giuseppe Panepinto, dice: “La inquietante presenza del Presidente della Commissione Antimafia Morra, che si aggira nei corridoi dell’Aula Bunker, rilasciando interviste e lanciando anatemi, è un chiaro tentativo di intimidazione della Corte che dovrà giudicare Montante nel giudizio di appello”.