Montepulciano, i residenti diffidano il Comune: scontro sull’installazione di impianti semaforici in frazione Sant’Albino

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Si infiamma lo scontro tra residenti e Comune di Montepulciano per l’installazione degli impianti semaforici. Dalla prima lettera del legale dei residenti per richiedere l’ascolto delle loro istanze, si è passati alla diffida legale e alla richiesta di sospensione dei lavori.  È quanto emerge dalla missiva notificata al Comune di Montepulciano a mezzo pec dal noto avvocato amministrativista di Napoli, Andrea Orefice, che è stato incaricato da un nutrito gruppo di residenti di diffidare il Comune di Montepulciano.

Tre di loro inoltre si sono fatti  promotori di una petizione per raccogliere le firme: Rosario Chiloiro, Lorenzo Nisi e Angela Vincenti che affermano “La popolazione ha chiesto dispositivi per la riduzione della velocità, non ha chiesto impianti semaforici. E le dichiarazioni del sindaco degli ultimi giorni non corrispondono ai fatti. Non è vero che all’altezza dell’incrocio della strada statale 146 e via degli Olivi e via dei Lilla ci siano stati tre incidenti mortali e non c’è stato un progetto tecnico per decidere dove collocare gli impianti e se fossero la soluzione più sostenibile sia dal punto di vista sociale, che ambientale ed economico. Inoltre il sindaco si nasconde dietro la “protezione” dell’ANAS ma non dice che le strade di intersezione sono di competenza del Comune, non crediamo che l’ANAS abbia potuto dare parere positivo  di fronte alla violazione del codice civile ostacolando numerosi passi carrabili”.

Tra i residenti che protestano c’è Lorenzo Nisi, che vive la situazione più paradossale: per la sua abitazione infatti, sita in via degli Olivi, l’installazione dei semafori è prevista lungo l’area di passo carrabile. E non è tutto. La cosa davvero incredibile è che il Nisi ha acquistato quell’immobile dal Comune stesso ed ha anche pagato gli oneri per la ristrutturazione edilizia. Al momento dell’acquisto il suddetto immobile presentava regolare accesso carrabile dalla strada, mai ostruito e si tratta di un varco indispensabile per la fruizione dell’immobile.

Quando ho saputo degli impianti semaforici credevo si trattasse di un malinteso ed insieme ad altri residenti ci siamo subito attivati per chiedere al Comune approfondimenti e risposte – ha detto Lorenzo Nisi -. Non sono mai arrivate, sono invece arrivate le ruspe per perforare il suolo. Qualora il Comune non interrompesse questa azione il mio legale farà causa di risarcimento danni in conseguenza della decisione illegittima di collocare l’impianto in corrispondenza del passo carrabile della mia proprietà. Ci siamo inoltre preoccupati di chiedere la perizia di un tecnico esperto che opera per il Ministero delle Infrastrutture e che purtroppo ha confermato tutti i nostri dubbi oltre che trovare davvero inefficace e parziale la lettera della Polizia Municipale a difesa dell’impianto”. Nella perizia di parte infatti emergono tre criticità:

  1. se la soluzione adottata sia utile alle esigenze di sicurezza stradale già evidenziate dall’amministrazione locale;
  2. se la soluzione adottata possa avere effetti negativi sulla sicurezza stradale;
  3. se la procedura amministrativa adottata per disporre l’installazione semaforica sia stata corretta.

Tra gli altri ricorrenti ci sono Barbara Nisi e Angela Vincenti. La prima è proprietaria della Locanda del Vino Nobile, struttura ricettiva e di ristorazione, ad angolo tra la statale e via dei Lilla, che si vedrebbe ostruire gli accessi alla proprietà.  “Due semafori a 500 metri l’uno dall’altro non riducono il rischio della velocità, Inoltre l’impianto sarebbe di ostacolo per l’ingresso e l’uscita dai fabbricati abitativi e relativi ad attività ricettive siti tra la strada statale e via degli Olivi, Piazza Ortensia e via dei Lilla, strada statale e via dei Cipressi. L’impianto che l’amministrazione intende realizzare, così come progettato, viola palesemente molte norme del codice della strada: presenza di passo carrabile all’altezza del previsto posizionamento dei semafori, fermate dei mezzi di trasporto pubblico che verrebbero rese pericolose, impossibilità di viabilità per portatori di handicap, presenza di barriere architettoniche  ecc…”. Angela Vincenti invece è proprietaria della struttura “Piscine Fonti di Bellezza” ha aggiunto – Questa scelta calata dall’alto e priva di un progetto impedirebbe inoltre l’ingresso in entrata ed in uscita dei camper nell’area privata degli impianti di mia proprietà,  impianto di interesse pubblico, dove sono state investite ingenti somme per la realizzazione dell’area camper dietro autorizzazione della stessa amministrazione comunale che oggi andrebbe ad impedire l’uso di detta struttura!!!  L’impianto semaforico che il Comune sta realizzando in totale disaccordo con i cittadini – continua la Vincenti – sarebbe senza dubbio causa di ingorghi per la viabilità, che invece a oggi si svolge con scorrimento regolare e senza considerare che molte delle perforazioni previste per la messa in opera degli impianti semaforici sono state progettate in punti posizionati al di sopra di sorgenti di acqua”.

Tra gli altri residenti che hanno fatto richiesta al legale di diffidare il Comune c’è anche Rosario Chiloiro che afferma: l’installazione dei semafori non andrebbe a risolvere il problema della velocità sostenuta dei veicoli, ma rappresenterebbe un elemento di pericolo per le manovre automobilistiche e per la formazione di intasamenti di traffico. Non senza considerare che l’impianto che l’amministrazione intende realizzare, così come si evince dalle mappe, viola diverse prescrizioni del codice della strada”.

Nella nota del legale, il Comune non solo viene diffidato nel proseguire i lavori, ma è invitato a fissare un incontro tecnico-legale per trovare una soluzione alternativa che contemperi eventuali interessi pubblici al momento sconosciuti.  Inoltre viene fatta richiesta di trasparenza e accesso agli atti ed in particolare l’amministrativista chiede tutti gli atti della istruttoria conclusasi con la adozione dei provvedimenti con i quali è stato deciso di installare l’impianto semaforico; il Piano Generale del Traffico del Comune di Montepulciano e i relativi allegati e l’eventuale corrispondenza con altri enti pubblici e/o con soggetti privati. I residenti hanno anche chiesto a più riprese l’intervento dell’Agorà per sospendere i lavori e attivare rapidamente un tavolo di lavoro che possa operare nella ricerca della soluzione più sostenibile.