Monterosa Ski, il grande ritorno degli stranieri nelle tre valli

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Munari: ingenti investimenti sull’innevamento e sostenibilità

Champoluc, (askanews) – Giorgio Munari, amministratore delegato di Monterosa Ski, ci porta nel cuore delle Alpi in questa intervista esclusiva, raccontando le caratteristiche e le unicità del comprensorio del Monte Rosa. Scopriamo come sta cambiando il turismo invernale, dall’innovazione nell’innevamento alla gestione post-Covid. Munari rivela la strategia alla base del successo di un luogo che attira appassionati di sci da tutto il mondo. Il gruppo Monterosa Ski gestisce gli impianti di risalita della Val d’Ayas, di Gressoney, di Alagna Valsesia, Alpe di Mera e di Champorcher.Giorgio Munari, amministratore delegato di Monterosa Ski: “Siamo nel comprensorio del massiccio del Monte Rosa che si espande su tre valli. Questo vuol dire non avere sempre gli stessi panorami, un mondo in cui ogni è un paesaggio diverso. E questa gita che si parte da Champoluc si va ad Alagna, si riparte da Alagna e si viene a Champoluc e si torna indietro e si può fare una giornata sci senza fare lo stesso impianto”.”La caratteristica è che abbiamo poche piste in rapporto agli impianti e quindi abbiamo un sovraccarico di impianti in rapporto alle piste. Questo vuol dire fare un po’ meno code”. “Già dieci anni fa – prosegue Munari – siamo partiti con grossi investimenti sull’innevamento, perché è evidente che puoi avere tutti gli impianti che vuoi ma se non riesci a produrre neve, non riesci a far sciare le persone. Questo ci sta dando uno zoccolo duro per riuscire ad andare avanti. E’ anche evidente che facciamo anche molta attenzione all’ambiente: abbiamo messo dei radar sui gatti delle nevi che ti danno esattamente l’altezza della neve, per non sprecare energia e per cercare di ottimizzare tutto quello che è il nostro ambiente naturale”.”Dopo il covid abbiamo comunque avuto il primo anno un po’ di problemi sugli stranieri, perché c’era la problematica di poter venire in Italia. Adesso ha ripreso e quindi siamo contenti. Direi che siamo tornati un pre-covid. Chiaramente il low cost che sono un pochettino diminuiti probabilmente targettizzano a un tipo di clientela più alta, però direi che gli stranieri comunque si muovono, anche perché ricordiamoci che comunque In Europa sono le Alpi che dominano le montagne quindi noi facciamo parte di quel territorio”.”Noi abbiamo scandinavi e inglesi – prosegue l’Ad di Monterosa Ski – La Svezia, la Danimarca e la Norvegia sono sono dei grossi turisti per noi. Dopodiché c’è l’Inghilterra e se pensiamo che in tutte questi Stati, penso che la montagna più alta che hanno sarà di 1.300 m fa comunque sorridere. Hanno una cultura dello sci che comunque era partita molto probabilmente dallo sci di fondo, da uno sci non di discesa e questa cultura poi si è ribaltata su uno sci di discesa malgrado loro non abbiano grosse montagne”.”Vivere una giornata di esperienza, paesaggi diversi, ristoranti diversi, vedere cose diverse. E’ questo il nostro valore aggiunto. Comunque sia ci sono sedici impianti più quelli di Alagna e poi soprattutto abbiamo anche un impianto che arriva a più di 3000 metri in cui c’è free ride, ed in cui ci sono piste solo segnalate non battute e quindi c’è bisogno anche di una capacità di sciare non indifferente. Ecco siamo sicuramente un comprensorio con un’alta bisogna essere capace a sciare per poter venire. non abbiamo tanti piste blu abbiamo piste nere e pista rosse e quindi c’è già una buona capacità. Abbiamo dei declivi molto importanti abbiamo delle pendenze importanti e questo chiaramente porta un tipo di clientela”, conclude Munari.