Il Comune di Monteverde prende posizione sull’istituzione della nuova Zona di Protezione Speciale (Zps) deliberata dalla Regione Campania il 30 giugno 2026, che interessa una parte significativa del territorio comunale. Il provvedimento sottopone infatti a vincolo circa 2.131 ettari dei complessivi 3.900 ettari del territorio di Monteverde, pari al 54% della superficie comunale.
L’Amministrazione comunale ribadisce il proprio sostegno alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico, ma ritiene che una decisione con un impatto così rilevante debba essere condivisa con le istituzioni locali e con la comunità.
“La tutela dell’ambiente è un valore che Monteverde conosce bene e che questa Amministrazione ha sempre condiviso e sostenuto”, afferma il sindaco Tonino Vella. “Una Zona di Protezione Speciale, se nasce dal dialogo con il territorio e viene accompagnata da strumenti concreti di valorizzazione, può rappresentare un’opportunità. Ma una decisione di queste dimensioni, assunta senza un adeguato coinvolgimento del Comune e della comunità locale, rischia di trasformarsi in un grave ostacolo alla vita quotidiana dei cittadini e alle prospettive di sviluppo del paese”.
Le preoccupazioni del Comune
Le principali perplessità riguardano gli effetti che la nuova Zps potrebbe avere sulle attività ordinarie, agricole, produttive e di manutenzione del territorio.
Secondo il Comune, anche interventi di normale gestione, come la sistemazione di una strada comunale, la pulizia delle cunette, il taglio della vegetazione, la manutenzione del sottobosco per la prevenzione degli incendi, l’installazione di un impianto fotovoltaico su un fabbricato rurale o alcune attività agricole svolte in particolari fasce orarie, potrebbero essere assoggettati alla Valutazione di incidenza ambientale, procedura considerata complessa, lunga e spesso onerosa.
“Il punto non è essere contro la tutela ambientale”, sottolinea Vella. “Monteverde non è contro l’ambiente. Monteverde chiede che l’ambiente venga tutelato insieme alle comunità che da generazioni lo custodiscono, non attraverso decisioni calate dall’alto. I cittadini scoprono oggi che oltre la metà del proprio territorio è stata sottoposta a un nuovo regime di tutela, con possibili conseguenze sulle attività economiche, agricole e produttive e sulla capacità stessa del paese di programmare il proprio futuro”.
L’Amministrazione ricorda inoltre il contributo fornito negli anni da cittadini, agricoltori, allevatori e operai forestali alla conservazione del patrimonio ambientale.
“La tutela dell’ambiente non nasce con una delibera regionale”, aggiunge il sindaco. “È il risultato di una comunità che vive questi luoghi, li coltiva, li protegge e li mantiene. Desidero rivolgere un particolare ringraziamento agli operai forestali che, nel tempo, hanno svolto un lavoro fondamentale nella manutenzione del patrimonio boschivo e nella prevenzione degli incendi. Il timore è che un sistema di vincoli eccessivamente rigido finisca per rendere più difficili proprio quelle attività che hanno consentito fino a oggi la conservazione del territorio”.

L’area Pip e la richiesta di chiarimenti
Tra gli elementi evidenziati dal Comune c’è anche l’estensione del vincolo a territori che, secondo l’Amministrazione, non richiederebbero ulteriori misure di tutela. Circa 700 ettari di particolare pregio ambientale risultano infatti già protetti dagli strumenti urbanistici vigenti, in particolare dal Piano urbanistico comunale.
Per questo il Comune chiede di conoscere le motivazioni che hanno portato ad ampliare la Zps fino a oltre duemila ettari, includendo anche l’area Pip comunale, estesa per circa 14 ettari e destinata allo sviluppo produttivo.
“Le aree interne hanno bisogno di investimenti, infrastrutture e opportunità, non di ulteriori ostacoli amministrativi”, osserva Vella. “Non si può chiedere ai territori di contrastare lo spopolamento e, allo stesso tempo, limitarne le possibilità di sviluppo senza un confronto preventivo con le istituzioni locali. La partecipazione non è una concessione, ma un principio fondamentale di democrazia e di buona amministrazione”.
Accesso agli atti e Consiglio comunale aperto
Il sindaco ha già richiesto formalmente alla Regione Campania l’accesso agli atti e alla documentazione relativa al procedimento che ha portato all’istituzione della Zps, con l’obiettivo di verificare il corretto svolgimento dell’iter amministrativo e le modalità con cui è stato garantito il coinvolgimento del Comune e della comunità locale.
L’Amministrazione ha inoltre chiesto un incontro urgente con i competenti uffici regionali per ottenere chiarimenti sugli effetti concreti del provvedimento e rappresentare le preoccupazioni del territorio.
Contestualmente sarà convocato un Consiglio comunale monotematico, aperto alla partecipazione di cittadini, associazioni, agricoltori, allevatori, imprese e forze sociali, per discutere pubblicamente la vicenda, condividere le informazioni disponibili e definire le iniziative da intraprendere.
“Come sindaco difenderò con determinazione gli interessi della comunità di Monteverde”, conclude Tonino Vella. “Nessuno mette in discussione la necessità di proteggere il patrimonio naturalistico, ma è altrettanto necessario rispettare il diritto delle comunità locali a essere protagoniste delle scelte che ridisegnano il proprio futuro. Il futuro di un territorio non può essere deciso senza ascoltare chi quel territorio lo vive, lo lavora, lo custodisce e lo ama ogni giorno”.





































