Moretti, ultimatum per Atr:
Più efficienza o via da Napoli

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L’Ad rivela: lo stabilimento campano è improduttivo e deve essere subito riorganizzato Fugati i dubbi su Ansaldo: manterremo un centro di eccellenza anche dopo la cessione La scintilla si L’Ad rivela: lo stabilimento campano è improduttivo e deve essere subito riorganizzato Fugati i dubbi su Ansaldo: manterremo un centro di eccellenza anche dopo la cessione La scintilla si accende su una domanda di Leonardo Impegno, deputato napoletano del Pd. Mauro Moretti termina da poco la sua relazione alla commissione Attività produttive della Camera dei Deputati quando gli viene chiesto del futuro di Atr, la joint venture tra Alenia Aermacchi, gruppo Finmeccanica, e i francesi di Airbus. Moretti è diretto, quasi spietato. “Lo stabilimento napoletano di Pomigliano – dice – ci causa delle ingenti perdite in termini finanziari, non è produttivo e bisogna riorganizzarlo al più presto”. Eppure risulta che quello di Atr sia uno dei pochi valori aggiunti della galassia Finmeccanica. “Questo è vero per quanto attiene la joint venture con Airbus – rivela l’amministratore delegato – perché nella vendita del prodotto finito ci guadagnamo e anche bene. Il problema sta nella manifattura, perché realizzare le componenti a Napoli ci costa tanto e non rientriamo dell’investimento”. Tradotto in termini più semplici significa che se non si procede a una revisione delle uscite Pomigliano rischia di essere tagliata fuori dalla produzione degli Atr, gli aerei di trasporto a medio raggio che tanto successo stanno ottenendo negli ultimi anni. Moretti, però, è ancora più specifico nel parlare dei problemi dello stabilimento campano. “Pensate – dice ai parlamentari presso i quali è in audizione – che ancora non esiste un meccanismo per mettere a sistema i disegni industriali e abbiamo anche seri problemi con le forniture dei semilavorati. Ecco, tutti questi problemi ci fanno perdere tempo, competitività e profitti e non ce lo possiamo permettere”. Di conseguenza “bisogna riorganizzare la produzione a Napoli – dichiara il capo di Finmeccanica – lavorare di più e meglio rispetto a quanto si fa ora e soprattutto essere efficienti”. Tra l’altro non è nemmeno deciso che il progetto Atr vada avanti. “Su questo versante – fa sapere Moretti – siamo in attesa. Atr è un velivolo nato per garantire costi ridotti a chi deve compiere spostamenti cosiddetti regionali ed ha la sua forza nei ridotti consumi di carburante. Purtroppo ora che il prezzo del petrolio è ai minimi la forza competitiva di Atr non esiste più perché il cliente preferisce spendere qualche euro in più e volare con un aereo più comodo”. L’altro grande problema di Atr, relativo alla Campania, è nelle forniture. “Non possiamo più permetterci fornitori esclusivi – dice Moretti – ma dobbiamo fare come le altre grandi società che chiedono almeno un 50 per cento di commesse presso altre aziende per stipulare un contratto”. Alta tecnologia per le ferrovie Se il futuro di Atr è incerto pochi dubbi restano per quanto riguarda l’insediamento di Ansaldo Breda a Napoli. Moretti assicura che “chiunque sia il compratore l’alta tecnologia resta un nostro esclusivo appannaggio e la conserviamo mediante la creazione di un centro di eccellenza italiano”.