Morti bianche, il rapporto della Uil: 300 in Campania nel 2015

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I numeri sono da bollettino di guerra e non accennano a un ridimensionamento. Mille persone sono morte nel 2015 per incidenti sul lavoro, 300 in Campania e di queste 78 a Napoli. Per lo piu’ immigrati e quasi sempre nel settore edile e metalmeccanico. “La ragione di incidenti cosi’ frequenti e cosi’ gravi – spiega il segretario confederale della Uil Silvana Rosetoe’ sicuramente nella crisi che investe tutti i settori produttivi da molti anni, ma anche in una visione miope del datore di lavoro, pubblico o privato, che non investe in formazione e informazione sulla sicurezza del lavoro“. E la Uil, insieme con Cgil e Cisl, partendo a Napoli da una assemblea unitaria, lancia una campagna nazionale e un hashtag per sensibilizzare sui temi della sicurezza e per stimolare le politiche del Governo sul tema. #girodivite e’ lo slogan scelto con un logo, rappresentato da una vite e da un caschetto giallo, che sintetizza efficacemente la campagna. A Napoli, i rappresentanti sindacali delegati alla sicurezza da tutta Italia hanno portato il loro contributo al dibattito che costituira’ una proposta per il governo e le associazioni datoriali. Quattro i punti chiave individuati per un piano di sicurezza sul lavoro che possa rivelarsi efficace: un coordinamento istituzionale che rafforzi la collaborazione in tema di prevenzione; una maggiore rappresentativita’ dei lavoratori; la piena applicazione della normativa, in particolare del decreto legislativo 81 del 2008 e infine un piano “amianto“. I quattro punti vengono sottolineati con forza dal segretario confederale Cisl Giuseppe Farina. “Il Governo deve licenziare una piano nazionale – dice – per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di un investimento per il futuro che puo’ ridurre sensibilmente i costi del welfare. E in particolare sull’amianto: e’ tempo che il Governo decida come intervenire su tutto il territorio nazionale“.