Mostra D’Oltremare, basta perdite: l’interpretazione la salverà

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Abbiamo salutato, ciao, ciao con la manina, il sessantesimo compleanno della Fiera della Casa. Abbiamo notato ancora una volta il suo assetto, “ la sua gonna un po’ lunga, così elegantemente anni ’50…..” . Morto il re, viva il re. Avanti la prossima. 50 000 metri quadri tutti a disposizione della manifestazione successiva. Un complesso di edilizia espositiva tra i più grandi d’Italia, dieci padiglioni che fanno la storia del razionalismo italiano. Due le grandi storiche manifestazioni fieristiche al suo interno: Fiera della Casa e Nautic Sud. E poi tante altre fiere grandi, piccole, sociali e commerciali. Il tutto intervallato da periodi d’inattività totale durante i quali la Mostra esiste per ben poco altro. I mari economici nei quali naviga la società che gestisce tutto questo ben d’architettura e verde non sembrano particolarmente calmi e i venti, di certo, non sono deboli. Nella relazione del bilancio del 2016 il collegio sindacale, a conti fatti ed enunciati, rilevava la necessità che fossero messe in campo azioni rinnovatrici e innovatrici efficaci e lungimiranti. Amen. Dal primo gennaio non sembra però che i buoni propositi per l’anno nuovo abbiano avuto il seguito auspicato. A pensar male non si sbaglia e la Fiera Della Casa ha confermato il sospetto. Su tanti metri quadri d’esposizione c’erano però due ambienti non grandi, due camere, vicine all’accesso ai padiglioni che non solo attraevano visitatori di ogni età, ma stuzzicavano interesse ed emozionavano: gli ambienti con la raccolta delle fotografie dell’inaugurazione della Mostra D’Oltremare, delle prime manifestazioni, dei personaggi politici che la visitarono nelle varie epoche e delle architetture che qualificavano il luogo ponendolo in diretto confronto con l’EUR di Roma. C’era chi osservando il grande plastico antistante le due sale cercava i riferimenti edilizi per orientarsi, c’era chi guardando gli edifici nelle foto degli anni settanta ricordava momenti della propria infanzia. La gente riconosceva nella storia della Mostra la propria personale storia. Era tutto un “ ti ricordi..”, “ tu eri piccolo/ non eri nato…” Non c’è dubbio quelle due camere sono state il più grande successo della Fiera della Casa. Realizzare le fatidiche “azioni rinnovatrici e innovatrici efficaci e lungimiranti” si può, e bisogna partire da quelle due camere, dedicare maggiore spazio all’esposizione, e raccogliere più materiale. Una mostra permanente, che spieghi ai turisti cos’è il magnifico complesso in cui si trovano, la relazione di un quartiere che, tra Mostra e Stadio, ha sviluppato una storia e un urbanistica che le traballanti e opinabili innovazioni per i campionati di “ Italia 90” non sono riuscite a distruggere del tutto. L’uso di registrazioni audio dei discorsi d’inaugurazione, un gioco multimediale per percorrere l’area della Mostra virtualmente, attraverso immagini dei percorsi nelle varie epoche, le foto degli oggetti esposti che nel tempo sono diventati icone del design d’epoca. Un esposizione permanente che ogni giorno attrae, ogni giorno spiega ai visitatori, e provocando emozioni, incassa. E tanto. Rendere la mostra autonoma economicamente significa anche renderla libera di mettere in campo le strategie che ritiene senza la schiavitù della dipendenza economica. I napoletani e gli abitanti di Fuorigrotta potrebbero rinnovare il proprio senso d’appartenenza attraverso la storia, e gli effetti civici di questo processo di autoidentificazione potrebbero riflettersi su tutta la città. Ogni residente pagherebbe volentieri il biglietto per il gusto di riconoscersi e identificarsi con quei luoghi e la loro storia. Più di sessant’anni di storia possono essere raccontati alla gente, promuovendo autoidentificazione e senso d’appartenenza. Raggiungibile in più modi la Mostra D’Oltremare come, il quartiere fieristico di Berlino, potrebbe recuperare il ruolo internazionale per cui fu progettata diventando un nodo fondamentale per l’espansione della città. Non male se si pensa che alla voce di bilancio che indica il totale perdite è indicato un numero imponente di euro. Possibile? Così è indicato. Conclusione: coraggio, l’interpretazione ci salverà.