Mostra sul Liberty: tra i metodi espositivi vince l’interpretazione

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in foto un interno di Palazzo Zevallos, sede delle Gallerie d'Italia a Napoli

“Clara prima delle nozze”, due manichini vestiti con gli abiti adeguati all’evento, e le note delle più belle e famose liriche napoletane di quei giorni. È un attimo: varcare la soglia del salone di Palazzo Zevallos è come usare la macchina del tempo. Il liberty avvolge il visitatore e grazie allo specchio posto dietro i manichini integra la sua immagine con la rappresentazione. L’aspettativa, altissima, per una mostra su un periodo storico, artistico ed architettonico che segnò la vita culturale di Napoli, sembra trovare una risposta veramente adeguata. In quel primo approccio alla mostra “N’aria ‘e primmavera” c’è tutto: autoidentificazione, emozione coinvolgimento dei sensi. Il flusso dei visitatori è notevole considerato il periodo e l’assenza di turismo dall’estero. Forse davvero i principi dell’interpretazione sono stati finalmente recepiti ed attuati. “…Marzo nu’ poco chiove, nu poco stracqua …”. Se il resto è all’altezza dell’approccio non ci sono dubbi: la mostra sul liberty a Napoli sarà una pietra miliare nella storia degli allestimenti museali. Da un approccio così entusiasmante nasce, naturale, il desiderio di approfondimento. Il testo della didascalia è lapidario: Gustavo Nacciarone – Clara Prima delle Nozze-. E per dirla con versi dell’epoca: qui fu Napoli. Full stop. Nel triste lessico corrente il visitatore potrebbe chiedere “l’aiutino”. Una notizia, un imbeccata per poter poi fare da solo. Legittimo. Carneade chi era dunque costui? Un bel percorso di cartelloni illustrano il liberty e i suoi risvolti napoletani. I suoi effetti sull’architettura e l’elenco delle strade della città nelle quali ci sono i migliori esempi dell’applicazione delle linee stilistiche di quel periodo in cui l’art Nouveau – in Italia detto stile Liberty o anche stile floreale– contagiò Napoli, e si manifestò con l’ampliamento urbano, il risorgimento economico e l’industrializzazione. Fu la Belle Époque e Napoli contese a Parigi il titolo di capitale del dialogo tra intellettuali, giornalisti, scrittori e politici. Parco Margherita, Parco Carelli, via Palizzi. Esempi straordinari di eleganza decorativa, di linee dolci e sinuose che si incontrano e si intrecciano armoniosamente. Non una foto, una piantina, un qualsiasi collegamento che possa illustrare, a chi napoletano non è, dove siano queste strade, come raggiungerle,di che tipo di edilizia si sta parlando. Siamo tecnologici: geolocalizziamo pure e senza avarizia. Fotografie, mappe riferimenti visivi : il turismo in città non potrebbe che beneficiarne. Un prima e dopo, allora ed oggi. L’allestimento di “Clara prima delle nozze” si ridimensiona e, lungo tutto il percorso della mostra, l’innovazione, lo splendido coup de theatre preparato nel salone al piano terra sbiadisce nei toni del solito esporre e non raccontare. Eppure il Liberty nelle sale dell’ex Banca Commerciale sta come una papera al suo stagno: dopo l’acquisto dello stabile nel 1898, il restauro dell’edificio fu commissionato dall’Istituto bancario all’arch. Platania che ne coperse il cortile interno col lucernaio in ferro e vetro, ne decorò i balconi tutto secondo la corrente artistica dell’epoca il Liberty. Una mostra sul Liberty in un ambiente autenticamente Liberty è come giocare in casa per una squadra sportiva. Clara, le persone, la signorina. Ognuna delle opere esposte non poteva trovare bacheca migliore che le sale di Palazzo Zevallos. Ecco perché i due manichini vestiti con gli abiti dell’epoca sono prefetti in quell’ambiente ed emozionano. Ecco perché chiudere i gioielli in bacheche, e non appoggiarli ad altri manichini, magari posti vicino agi oggetti d’arredo esposti, raffredda il rapporto del visitatore con l’esposizione. La carrozza torna ad essere una zucca, la magia finisce e al piano superiore l’esposizione torna ad essere una passeggiata tra cose belle, che incuriosiscono, colpiscono ma non emozionano. A scuola la maestra avrebbe detto: Peccato, potrebbe fare tanto di più.