Mostre, a Capodimonte le opere di Calatrava: l’archistar che fece “innamorare” De Luca

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Una delle opere più importanti che ha progettato, il nuovo World Trade Center Transportation Hub, l’Oculus di New York inaugurato a Ground Zero nel 2016, è diventata il simbolo della rinascita della città dopo l’attentato alle Torri Gemelle. I progetti dei suoi ponti, ‘ad arco’, ‘continuo’ e strallato’, sono stati donati alla città di Genova dopo il crollo del ponte Morandi nell’agosto del 2018. Quattrocento opere, tra sculture, disegni e maquette, del grande architetto spagnolo Santiago Calatrava sono esposte al Museo e Real Bosco di Capodimonte dal 6 dicembre al 10 maggio 2020 per la mostra ‘Nella luce di Napoli’. “L’architettura è concepita come la summa di tutte le arti. Questa mostra vuole inserire l’architettura in un complesso artistico, perché essa stessa venga concepita come un’arte”, ha raccontato l’archistar valenciana, oggi a Napoli per l’anteprima della mostra a Capodimonte. L’esposizione è divisa in due distinte aree del complesso. Nel Cellaio del Real Bosco i visitatori potranno scoprire 50 opere in ceramica, alcune delle quali riprendono le figure rosse su fondo nero della tradizione ellenica e mediterranea. L’uso dei colori è sempre attento, valorizza le forme scultoree approfondendo la ricerca pittorica. Nel secondo piano del Museo, la mostra si apre con le maquette delle architetture più famose di Calatrava, dall’aeroporto di Lione all’idea progettuale del ponte per Genova. Tra i corridoi del complesso si possono ammirare i disegni, dipinti a pastello e carboncini in cui si ritrovano i suoi temi principali: gli alberi, i tori e il nudo femminile. Infine, le sculture composte di materiali molto diversi, dall’ebano al marmo bianco, dal rame dorato al granito nero. Musical Star, scultura scelta come immagine guida della mostra, rappresenta una delle tanti fasi artistiche di Calatrava, con forme geometriche che si mescolano ad altre sculture astratte ispirate alle Cicladi. E a Napoli, per la prima volta, verranno esposte sei sculture in ferro ispirate ai guerrieri della facciata principale del tempio greco di Egica, oggi conservate nella Glyptothek di Monaco. “La mia scultura – spiega Calatrava – precede il mio lavoro di architetto. Per capire la mia architettura bisogna conoscere il mio lavoro di scultore, un nutrimento incessante per la mia arte”. La luce è la componente fondamentale dell’architettura di Calatrava. Questa chiave di lettura delle opere, narrate attraverso il lighting design, è forse la novità più importante della mostra ospitata a Capodimonte, con la quale l’architetto festeggia i suoi 40 anni di carriera. “Calatrava è un architetto che parla di luce. Anche questo – dice Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – lo rende un artista, un pittore, uno sculture, oltre che un architetto. Le sue opere si ispirano al mondo della natura e sono capaci di introiettare chi le ammira in una poesia fantastica. Calatrava è anche un poeta”. L’esposizione è curata da Bellenger e Robertina Calatrava, moglie dell’artista, sostenuta dalla Regione Campania grazie ai fondi europei del Poc 2014-2020, organizzata dalla società regionale Scabec e realizzata in collaborazione con lo studio Calatrava. “Santiago Calatrava è un grande umanista – sottolinea il presidente della Regione Vincenzo De Luca -, uno di quegli artisti che nascono una volta soltanto. Siamo orgogliosi di aver finanziato in maniera importante questa mostra che arricchisce Capodimonte”.