Mostre, al Mann viaggio tra arte e scienza

128

di Massimiliano Craus

“Art & Science across Italy” è l’ultima trovata, o forse ancor meglio l’ultima scoperta, che in ambito internazionale si è voluto realizzare per chiudere l’immaginifico cerchio tra l’arte sui generis e le scienze. E così abbiamo scorto il Centro Europeo di Ricerca Nucleare di Ginevra Cern, a braccetto con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Infn, alla strenua ricerca di talenti in lungo e largo per la Penisola, con un concorso capace di intercettare le giovani leve delle scuole secondarie superiori di Milano, Venezia, Padova, Firenze e Napoli a colpi di invenzioni a metà strada proprio tra l’arte e le scienze. Fino alle finalissime che hanno visto concorrere ben quattrocento opere di quaranta istituzioni scolastiche con una mostra, allestita ad hoc per ospitare le migliori cinquanta opere al Museo Archeologico Nazionale di Napoli Mann, dall’inequivocabile nome di “I colori del bosone di Higgs”, tanto per restare in tema scientifico.
In un evento anche mediatico che ha regalato momenti indimenticabili attraverso la pittura, la scultura, la fotografia ed il video con installazioni atte a raccontare la scienza con l’espressione artistica. Con un passaggio anche sulle tavole del palcoscenico del Teatro Diana di Napoli, con la cerimonia conclusiva che ha visto premiati anche gli allievi del Liceo “Boccioni-Palizzi” di Napoli che il referente napoletano dell’Infn, Pierluigi Paolucci, ha voluto personalmente elogiare per il risultato e soprattutto per l’idea: “il lavoro degli studenti liceali è quanto mai esaustivo della rappresentazione artistica di ben due esperimenti che hanno scoperto le onde gravitazionali.” Del resto sono stati proprio gli studi propedeutici a queste due scoperte ad intensificare i rapporti tra Italia e Stati Uniti, poi sviluppati ulteriormente attraverso le collaborazioni scientifiche Ligo e Virgo. E così, partendo dalle secolari scoperte di Albert Einstein, ci troviamo oggi di fronte alla realizzazione di un progetto artistico e scientifico curato dall’indirizzo “Design dei metalli ed oreficeria – ceramica” del Liceo Artistico Coreutico Musicale “Boccioni-Palizzi” di Napoli, diretto da Giuseppe Lattanzi, intitolato “Ligo & Virgo”, naturalmente in onore dei rilevatori delle sempre più celebri onde gravitazionali. Ma come è stato progettato questo lavoro davvero interdisciplinare? Ci rispondono in coro i protagonisti, ovvero i cinque licenziandi della V L Christian Avallone, Beatrice Grasso, Sara Locascia, Mirko Faraco e Giorgia Morra insieme alla più giovane del gruppo Gaia Paciocco, un’adolescente in gambissima frequentante la classe III L dell’indirizzo ceramica. “Per la realizzazione di questo progetto sono stati presi in considerazione vari elementi appartenenti al mondo scientifico: pensiamo alle galassie a forma di spirale la distorsione del reticolo Spazio-Tempo causata dalla massa dei corpi presenti nello spazio, le onde gravitazionali generate dalla collisione di due buchi neri, la spirale generata dall’attrazione di due buchi neri ed i colori della luce dati dal prisma che viene attraversato da questa generando lo spettro della luce visibile. Dalle nostre ricerche abbiamo estrapolato questi elementi e li abbiamo rielaborati portandoli nell’arte che più ci appartiene: l’oreficeria. Abbiamo pensato ad un collier e a degli orecchini che potessero rievocare ciò che abbiamo scelto e, nel contempo, essere gioielli unici”.
Giovani talenti con lo sguardo rivolto verso le stelle, dunque, ma con le mani ben piantate sui grammi di metalli utili a costruirsi un universo a misura di ragazze e ragazzi. Ovvero quelli seguiti in prima persona anche in quest’occasione dal tutor e docente di Design dei metalli ed oreficeria Giacomo D’Alterio, la docente di Design della ceramica Rita Lonardo, l’assistente tecnico Rosaria Scotto e la progettista 3D Alexandra Abbate.