Mostre, alla Certosa di Capri va in scena “Fons Vitae” di Alfonso Ievolella

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di Marco Milano

E’ la Certosa di San Giacomo la protagonista dall’11 ottobre e sino al 30 novembre delle mostre sull’isola azzurra. Il trecentesco complesso monumentale, infatti, sarà la location che ospiterà “Fons vitae”, una mostra di Antonio Ievolella, allestita negli spazi della Cappella di San Bruno, del Chiostro grande e del Chiostro piccolo. L’allestimento ha come motivo ispiratore l’acqua e così i trenta otri di terracotta su strutture di ferro in sospensione sono dei veri e propri vasi – grembi che costituiscono la forma plastica scelta dall’artista quale motivo ricorrente delle installazioni. L’otre diventa un dispositivo simbolico che allude all’uomo e alla sua unicità e, in particolare, al monaco nel suo silenzioso e volontario isolamento, pur all’interno di una dimensione collettiva. E se, secondo Alberto Savinio, “Capri è uno dei punti magnetici dell’universo”, certamente quest’isola è la cornice perfetta per la mostra di Antonio Ievolella.“Fons Vitae è un’installazione complessa, ricca di significati – spiega Virginia Baradel, curatrice della mostra – È costruita come una specie di corteo che procede di otre in otre penetrando negli spazi assorti, luminosi e sacri della Certosa di Capri. Rappresenta un culmine nell’opera di Antonio Ievolella che conduce con essa la sua arte verso una felice sintesi tra la solidità della forma plastica e l’intima trascendenza della forma simbolica. Anfore di terracotta, avvolte di segni, e canne di ferro che le tengono sollevate; corpi che conoscono la gravità e impalcati lineari che formano un ponte per tenerle sospese e farle avanzare nel solenne silenzio dei chiostri”. Il tema dell’acqua è centrale nel lavoro dello scultore Antonio levolella. Ad essa ha dedicato opere monumentali assai importanti, due ghirbe giganti in ferro e rame di oltre tredici metri di altezza, sono state acquisite dall’Università di Padova e collocate nella piazza della Cittadella dello studente. La ghirba – l’otre, la borraccia – come contenitore per portare con sé l’acqua non è estranea, oltretutto, alla figura del pellegrino così importante nella vicenda e nell’iconografia di San Giacomo. La vocazione metaforica dell’arte contemporanea, che in forma originale e sintetica riesce a esprimere una pluralità di significati lasciando, tuttavia, piena libertà di immaginazione al riguardante, appare quanto mai indicata per avvicinarsi alla ricchezza di contenuti evocati nella Certosa di San Giacomo. “Ievolella ha interiorizzato la pluralità di voci, la stratificazione di segni che si sono palesati nell’incontro con gli spazi monumentali della Certosa – si legge ancora nella presentazione – Ne ha meditato l’unicità e la ricchezza, ha ascoltato gli echi e le peculiarità di quel luogo carico di storia, e ha individuato due fuochi che possono rendere conto della straordinaria polisemia che si percepisce nella limpida monumentalità delle architetture: l’acqua e il numero”. Periodo della mostra: 11 ottobre – 30 novembre 2020, orario dalle 10 alle 16 (ultimo ingresso ore 15.30), tutti i giorni escluso il lunedì.