Mostre, Aron Demetz porta la sua “Autarchia” al Mann

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Aron Demetz al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: con “Autarchia” uno dei maggiori scultori italiani contemporanei continua la sua ricerca-ponte tra antico e contemporaneo focalizzata sulla figura umana considerata veicolo di ideali classici. La mostra a cura di Alessandro Romanini (fino al 29 luglio) presenta al pubblico una successione suggestiva di una trentina di sculture di varie dimensioni e materiali realizzate espressamente dall’artista altoatesino per gli spazi museali, disseminate dall’atrio, nei giardini, alle spalle dell’ Ercole Farnese e nella sala della Meridiana. Le opere, in legno ed alcune in bronzo, sono ispirate alle collezioni Farnese ed Egizia e seguono impostazioni dinamiche e posturali che interagiscono con l’archetipo classico, inserendosi senza traumi nel magico scenario del museo. “Il Mann è un istituto culturale che osserva, con curiosità, le tendenze più all’avanguardia dell’arte contemporanea – spiega il direttore del Mann, Paolo Giulierini – e programmare la mostra di Demetz al Museo ha significato incontrare uno dei profili più interessanti del panorama internazionale”. “Esporre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è stato come accettare una sfida, perchè le sculture potevano risultare ridimensionate rispetto alle straordinarie collezioni del Mann: al contrario, il legame tra passato e presente ha svelato una continuità leggibile tra le sensibilità di ieri e di oggi” nota l’artista inaugurando l’esposizione. “Autarchia” sta ad indicare una sorta di codice di autoregolamentazione nel processo di realizzazione personale che vede coinvolti i due soggetti della creazione artistica: l’autore ed il materiale che egli plasma. L’artista, secondo Demetz, deve porsi in un atteggiamento di ascolto del materiale da forgiare, cogliendone l’interazione perenne con l’input creativo: egli, infatti, manipola la materia in base alle sue caratteristiche organolettiche, interagendo con essa in un dialogo sempre originale ed imprevedibile. La mostra è stata realizzata con il supporto ed il patrocinio delle Regioni Toscana e Trantino Alto Adige.