Mostre, il dramma della Shoah in documenti e foto alla Camera di Commercio

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Documenti e immagini per ricordare a tutti il dramma della Shoah sono raccolti nella mostra ‘1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia’, allestita alla Camera di Commercio di Napoli. L’esposizione, visitabile fino al 23 febbraio, è realizzata nell’ambito delle celebrazioni nazionali in memoria della Shoah dal ministero dell’Interno – Dipartimento Libertà civili e immigrazione, dalla Prefettura di Napoli sotto l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. ”L’importanza di ricordare certi orrori è fondamentale nella nostra storia – ha detto il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Domenico Manzione – perché è da lì che nasce la nuova Repubblica che abbiamo voluto fondata su alcuni principi costituzionali tra cui l’articolo 3. E’ necessario avere memoria – ha aggiunto – affinché simili eventi non si ripetano ed è importante avere memoria in uno spirito di pacificazione e non di contrapposizione e non bisogna mai dimenticare che l’Europa, oggi spesso associata ai tecnocrati, è nata contro i nazionalismi e contro le contrapposizioni figlie dei nazionalismi”. L’esposizione illustra lo sviluppo della persecuzione degli ebrei in Italia nel periodo compreso fra la promulgazione delle leggi razziali nel 1938 e la liberazione passando attraverso i momenti di repressione e di progressivo annullamento dei diritti degli ebrei fino alla tragedia dello sterminio. Il percorso espositivo si snoda su pannelli tematici del Centro di Documentazione ebraica contemporanea che ricostruiscono ”con rigore scientifico” la progressione delle campagne antisemite promosse dal fascismo e culminate nella pianificazione degli arresti e delle deportazioni. A integrare i pannelli, numerosi documenti, oggetti e cimeli originali messi a disposizione dalla Comunità ebraica di Napoli e dall’Archivio storico dell’ente camerale partenopeo. Documenti che testimoniano il forte legame della Comunità ebraica con la città di Napoli mai spezzato nemmeno nel buio di quegli anni e successivamente rinsaldatosi con la liberazione. ”Bisogna raccontare quegli anni e quegli orrori e non dimenticarli – ha sottolineato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – perché oggi a distanza di tanti anni c’è chi fa un uso spregiudicato e ignobile di termini molto similari a quelli usati all’epoca. I fascismi – ha proseguito – si possono riproporre, le dittature non vengono sconfitte per sempre ed è per questo che la mobilitazione deve continuare a camminare sulle gambe delle persone e a marciare nelle battaglia per le libertà e la democrazia”. Il primo cittadino ha ricordato gli eventi delle Quattro Giornate di Napoli con cui i napoletani si liberarono da soli e primi in Europa dai nazifascisti e la decisione dell’amministrazione di cancellare l’intitolazione di una strada al Borgo Orefici ad Azzariti, presidente del Tribunale della razza, oggi dedicata alla memoria di Luciana Pacifici morta a pochi mesi di vita nel viaggio che la conduceva ad Auschwitz. All’inaugurazione della mostra hanno partecipato, tra gli altri, il Prefetto di Napoli, Carmela Pagano, l’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, il commissario straordinario della Camera di Commercio di Napoli, Girolamo Pettrone e i vertici delle forze dell’ordine.