Mostre, la Galleria di Alfonso Artiaco mette on line Gilbert & George

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di Maria Carla Tartarone Realfonzo

Oggi, quando non possiamo muoverci per goderci le mostre diverse Gallerie ci mostrano le opere di famosi artisti, esposti nelle loro Gallerie senza che noi ancora, speriamo per poco, possiamo osservarli da vicino: abbiamo così visto recentemente alla Galleria Trisorio esposte le opere di Sergio Fermariello, sempre molto avvincenti sia nelle pitture che nelle sculture di guerrieri lucenti; altresì le opere di Rebeccca Horn famosa a Napoli anche per le sue “capuzzelle”, gli “Spiriti di Madreperla”, esposte in Piazza del Plebiscito nel 2002.

Artiaco oggi ci mostra on line Gilbert & George due personaggi famosi, provenienti da Londra, da noi visti tra il 2009 e il 2010 oltre che al Museo Madre anche proprio nella Galleria Artiaco, nel suo sito di Piazza dei Martiri, oggi a Piazzetta Nilo 7, mostra intitolata “Urethra Postcard Pictures”. Si tratta di due artisti che fin dal 1968 hanno sempre voluto rappresentare un modello di arte in cui fossero essi stessi sempre presenti, come suggerisce la Body Art, penetranti nella natura, in ambienti boschivi, volendo documentare altresì il malessere della contemporaneità. Artisti nati entrambi nel 1042, lavorarono inizialmente anche con la fotografia, con fotomontaggi, impaginando in disegni geometrici la voglia di esprimere il loro sentimento ribelle partecipando con successo a molte mostre. Esposero presto a Documenta, alla Biennale di Venezia, rappresentando la Gran Bretagna, nel 2005, alla “VI Biennale dell’Arte Contemporanea” di Firenze, nel 2007, dove ottennero il “Premio Lorenzo il Magnifico alla Carriera “, dopo essere stati alla Tate Modern di Londra, con una grande retrospettiva; in seguito al Centro Pompidou di Parigi, al MoMa di New York, all’Art Museum di Shangai .

Da Artiaco nel 2010 portarono 27 opere, alcune raffiguranti grandi rettangoli contornati da cartoline, create da loro, una al centro, con dissimulati simboli sessuali, riflessioni sugli aspetti della contemporaneità talvolta da rigettare. La loro estetica artistica, indubbiamente molto indagata da entrambi, ha sempre avuto successo anche nell’utilizzo dei colori e delle rappresentazioni sia geometriche che naturalistiche, con immagini di grande effetto: oggi prevalgono vistosi alberi dalle immense foglie che avvolgono i protagonisti, come appunto possiamo vedere nella mostra a Locarno che pone in rilievo un aspetto del loro travestimento totale, nelle lunghe barbe in cui si nasconde la Natura, prevalente nelle ultime opere. Del resto essi hanno sempre dichiarato di essere delle“living-sculptures” e che ciò “è il nostro sangue vitale, il nostro destino, la nostra storia, il nostro disastro, la nostra luce e vita”.