Mostre: Luca Giordano, un napoletano a Parigi con Capodimonte

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in foto un dipinto di Luca Giordano

Si apre domani al Petit Palais di Parigi, per la prima volta in Francia, una retrospettiva dedicata al pittore napoletano Luca Giordano (1634-1705), uno degli artisti più brillanti del XVII secolo europeo. Circa 90 sono le opere in fra tavole monumentali e disegni, riunite grazie a prestiti del Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, delle principali chiese della città partenopea e di numerose istituzioni europee fra le quali il Museo del Prado nella mostra ‘Il trionfo della pittura napoletana’ (fino al 23 febbraio 2020) con la curatela di Stefano Causa e Patrizia Piscitello accanto a quella dei direttori dei due musei Leribault e Bellenger. Formatosi nel segno di de Ribera, poi influenzato da Rubens e Piero da Cortina, artista di grande successo ai suoi tempi (ricevette molte commissioni e completo’ circa 5.000 dipinti oltre a numerosi affreschi: da qui il soprannome di ‘Luca fa presto’), Luca Giordano e’ il pittore per eccellenza delle chiese di Napoli, piene delle sue pale d’altare. Queste immense composizioni colpiscono per la loro complessa drammaturgia, mettendo in scena i Santi della Controriforma come i protettori della citta’, in particolare San Gennaro. L’immenso dipinto del Santo che intercede per le vittime della pestilenza ricorda il terribile contesto di quel periodo, quando la piu’ grande citta’ dell’Europa meridionale perse meta’ dei suoi abitanti a seguito della pestilenza (1656). La mostra mette in evidenza il contrasto fra composizioni tormentate come la Crocifissione di San Pietro, di Giordano e Mattia Preti, cosi’ come il Martirio di San Sebastiano. Tra le opere di Luca Giradano in mostra: Venere Amore e satiro, Apollo e Marsia, la Sacra famiglia con i simboli della passione, Tarquinia e Lucrezia. Giordano rifiuto’ le sollecitazioni reali che volevano attirarlo a Parigi, si stabili’ invece alla corte di Carlo II di Spagna dal 1692, dove realizzo’ enormi affreschi per il Cazon del Buen Retiro a Madrid, il monastero di El Escorial, la cattedrale di Toledo. La mostra evoca anche questo importante aspetto del suo lavoro, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva in una sala di proiezione. Ritornato a Napoli nel 1702, Giordano mori’ meno di tre anni dopo, lasciando la sua impronta nella citta’. Insieme all’esposizione sullo scultore Vincenzo Gemito (1852-1929), questa retrospettiva costituisce la seconda parte della stagione che il Petit Palais dedica a Napoli in partenariato con Capodimonte.