Movida, Fico: Bisogna difendere i diritti delle imprese ma anche quelli dei cittadini

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Sulla movida la sfida è “riuscire a equilibrare tutti gli interessi in gioco, affinché tutti si sentano garantiti e possano continuare a far crescere la città di Napoli e la Campania”. Lo afferma il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, Roberto Fico, dopo l’incontro con i vertici di Confcommercio Campania. L’obiettivo, spiega, è aprire un tavolo costante e una condivisione programmatica, perché “anche il turismo, la ristorazione e i locali in generale danno forza e attrattività economica al nostro territorio”. L’ex presidente della Camera sottolinea che le imprese “devono essere centrali e messe nelle condizioni di lavorare al meglio”. Al tempo stesso vanno tutelati i residenti delle zone più esposte alla movida: “C’è il giusto diritto di impresa e il diritto dei residenti di dormire. Non è una competenza strettamente regionale, ma come Regione dobbiamo chiedere che attraverso la Conferenza Stato-Regioni si arrivi a una legge nazionale che garantisca tutti”.

Sul proliferare di strutture ricettive che in molti casi non rispettano le norme, Fico è netto: “Dove c’è abusivismo o illegalità, va colpita. Non può esistere un b&b abusivo che non paga le tasse e fa concorrenza sleale. I controlli devono essere sviluppati e aumentati”.

Nel corso dell’incontro, Confcommercio ha ricordato che oltre due terzi delle imprese ad alta crescita censite in Campania dalla Banca d’Italia appartengono al terziario e che il 35% sono imprese del commercio. Dati da considerare nella programmazione dei fondi strutturali, visto che il terziario rappresenta il 55% del Pil regionale, con più di 320mila imprese e l’85% dell’occupazione privata. “Bisogna riavviare un confronto proficuo con le istituzioni politiche – afferma il presidente Pasquale Russo – nel rispetto dei ruoli tra i corpi intermedi. Negli ultimi anni è mancato il dialogo tra la rappresentanza dell’impresa e la politica”.

Per Russo, “sul turismo serve una politica più forte per chi viene a visitare Napoli e la regione, che sono valorizzate dai flussi turistici, ma serve anche un turismo diverso, di maggiore qualità, perché spesso i visitatori non portano un valore aggiunto adeguato agli investimenti degli operatori”. Occorre dunque puntare a “un maggiore turismo di qualità, con investimenti su mobilità, sicurezza e promozione orientata a questa tipologia”.

Capitolo infrastrutture: aeroporti, porto, logistica. “Nel suo ruolo la Regione deve comprendere e sostenere i nodi che servono al mercato – aggiunge Russo –. La nuova giunta dovrà rivedere l’imposta regionale sui canoni di concessione del demanio portuale, incentivare l’intermodalità e la portualità turistica, considerando che in Campania ci sono 21mila posti barca a fronte di una domanda potenziale di 60mila”.