Mozambico, made in Italy il nuovo progetto contro le malattie croniche

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Lanciato a Maputo, capitale del Mozambico, alla presenza di Maria Benigna Matsinhe, vice direttrice del dipartimento di Salute Pubblica del ministero della Sanità mozambicano, il nuovo progetto contro le malattie croniche – tra cui diabete e ipertensione – in Mozambico, sviluppato da Medici con l’Africa Cuamm in collaborazione con il programma “Dream” della Comunità di Sant’Egidio e l’AIFO, ong impegnata nel campo della Cooperazione Socio-Sanitaria Internazionale. Il progetto è sostenuto anche dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo che intende “puntare sulla prevenzione, per ridurre i costi economici, ma soprattutto umani”. L’iniziativa – si legge in una nota – vuole contribuire concretamente al raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo del millennio 3.4, che prevede entro il 2030 di ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e il trattamento e promuovere benessere e salute mentale.

Il progetto verrà sviluppato con il sostegno economico di Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), per un investimento di oltre sette milioni di euro in tre anni. Per dare una risposta concreta al problema delle malattie croniche, anche in Africa, a beneficio di una popolazione di oltre 370.000 persone. È anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a sottolineare come la poca prevenzione, la povertà e stili di vita non salutari siano in stretta connessione con la diffusione delle malattie croniche. “In Mozambico – spiega Giovanna De Meneghi, rappresentante paese di Medici con l’Africa Cuamm – più del 30 per cento della popolazione soffre di ipertensione e tra il 5 e 8 per cento di diabete. Intervenire per prevenire e trattare le malattie croniche è una priorità per il Cuamm, per non trasformare problemi gestibili in una minaccia di salute globale, con costi più pesanti per sistemi sanitari già molto fragili, ma anche per le famiglie e per i singoli cittadini”.

Tre le province africane coinvolte: Maputo, Sofala e Zambezia. Il progetto prevede inoltre due ospedali e dodici centri di salute, per portare la prevenzione e il trattamento di ipertensione, diabete e cancro alla cervice nei villaggi, fino all’ultimo miglio del sistema sanitario. Anche per il cancro alla cervice il progetto favorirà il potenziamento dell’approccio già in uso di diagnosi e trattamento immediato con crioterapia, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Allo stesso tempo il progetto prevede anche l’equipaggiamento delle strutture sanitarie con attrezzatura e medicinali, oltre che attività di screening e sensibilizzazione nella comunità, ma anche di raccolta dati e ricerca operativa.