Multiverso geometria energizzante, lo spirito europeo in una mostra

265

L’Occhio di Leone, ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte, in Italia e all’estero, avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale.

di Gaetano Romano

“Multiverso geometria energizzante” è il titolo della rassegna che sarà aperta al pubblico sabato 7 maggio alle ore 19 nella galleria Spazio Vitale Arte Contemporanea di Aversa (piazza Marconi, 29 ),  dove saranno esposte le opere degli artisti in dialogo tra loro, dell’italiana Luisa Russo, del francese Milija Belic e del tedesco Gerhard Hotter, membri del Saloon Nouvelle di Parigi, che da anni accoglie artisti operanti nello spirito della Optical art e della comune radice astratta.
Uno straordinario spaccato di arte europea approda in terra casertana, dove da Aversa, Spazio Vitale, Associazione di artisti lungimiranti guarda all’Europa e alle prossime residenze d’artista, dalla loro sede ubicata nello storico Palazzo Vitale.
Dall’attenta visione delle opere in mostra e dalla loro ricca e variegata cromia, ci raggiunge un flusso di stimolazioni ottiche che avvalora quanto annotava Eduardo Chillida, che affermava: “Ogni materia ha la sua voce, basta saperla ascoltare “.
La corrente Optical art o anche Arte programmata, oppure Arte Visuale ( fondata sulle esperienze ottico-percettive ) come viene comunemente indicata, attiva negli anni sessanta e fieramente e tenacemente anti informale e anti pop art, recideva ogni riferimento alle forme presenti intorno a noi, sviluppando i concetti di tempo, spazio e durata, attraverso la suggestiva ed icastica elaborazione di immagini fluttuanti nello spazio, e partendo inoltre, da alcune premesse poste dagli artisti delle avanguardie storiche ( particolarmente dalla didattica del Bauhaus, da Moholy-Nagy, Pevzener, Gabo, ma anche dalle Compenetrazioni iridescenti di Balla)  – assunse fisionomia marcata di movimento artistico alla fine degli anni cinquanta e primi sessanta.
Rilevante la componente astratta e geometrica, che, come nelle opere dei tre artisti europei invitati ad Aversa, dialogano in sinergie di forze di rara bellezza e sincretismi, dove il colore apre con mano lieve, la porta emozionale e così un turbine  visivo inonda il nostro spirito.
Luisa Russo sembra prediligere l’incastro di forme nell’abbraccio del quadrato, del cerchio che emana luce e crea nuove direzioni di senso, ma anche talvolta di forme estroflesse che si protendono argute nello spazio e tentano di invadere, ricercandola, una inedita dimensione strutturale, andando oltre la parete per catturare lo spazio, e ambire così ad occupare un luogo virtuale che tenta di definire la sua arcana morfologia estetica.
Milija Belic, ragiona essenzialmente e felice fu la sua scelta, in termini di chiarità; la luce delle sue opere ci raggiunge nell’armonia delle sue scelte cromatiche; prevalgono i colori tenui, i gialli, e gli azzurri, accostati in felice simbiosi, ma anche in movimento percettivo che investe e chiama in causa il nostro guardare, davanti alla visione che spalanca la sua pratica operativa.
Non rinuncia alle forme che si cercano per sperimentare inedite fusioni, il movimento nello spazio e nel cosmo è perenne, e molti e tanti gli “ infiniti mondi di cui parlava Bruno “.
Intenso e tenace Gerhard Hotter, che evidenzia chiaramente la sua forte matrice geometrica pur nella consapevolezza del suo purovisibilismo, che afferma con decisione il primato della visione, del nostro guardare nelle spire del colore.
L’artista tedesco ricerca soluzioni, e tenacemente le trova, quando il colore e il suo alfabeto insegue la forma che nelle geometriche oasi del segno, costruisce e inventa nuovi mondi si accasa di volta in volta, in un felice gioco all’inseguimento, nelle stanze mentali del suo artefice.
Per tutti e tre gli artisti, che si muovono insieme e partecipano in molte città europee a mostre di grande interesse estetico, valgano le parole dello scrittore Josè Saramago, che scriveva: “I fiumi, come gli uomini, solo in prossimità della fine vengono a sapere perché sono nati “.
E, infine, la profondità dell’arte è nascosta alla superficie.