Muore a 103 anni James Lovelock, lo scienziato inglese che teorizzò Gaia e cercava gli alieni su Marte

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in foto James Lovelock

Lo scienziato inglese James Lovelock, fisico, chimico e climatologo considerato un’icona della scienza del XX secolo, famoso per aver formulato l’ipotesi Gaia nel 1965, è morto nel giorno del suo 103esimo compleanno nella sua casa in Cornovaglia. Membro della Royal Society di Londra dal 1974, Lovelock ha collaborato tra le altre cose ai programmi spaziali della Nasa che hanno portato la sonda Viking su Marte, ideando i rilevatori che avrebbero dovuto verificare la presenza di vita sul Pianeta rosso. Interessato a tematiche ambientali, è celebre per aver messo a punto il metodo che ha permesso di individuare il buco dell’ozono, oltre che per aver proposto l’audace teoria di Gaia, secondo la quale l’intero pianeta Terra è una sorta di organismo vivente all’interno del quale i singoli elementi sono componenti attivi che interagiscono per il mantenimento delle condizioni che consentono la vita. Ha continuato a condurre ricerche nella sua casa-laboratorio in Cornovaglia, anche dopo aver superato la soglia dei cento anni. In Italia Bollati Boringhieri ha pubblicato “Gaia. Nuove idee sull’ecologia” (1981 e 2011), “Le nuove età di Gaia” (1991) e “Omaggio a Gaia. La vita di uno scienziato indipendente” (2002). Nato a Letchworth il 26 luglio 1919, dopo la laurea in chimica all’Università di Manchester (1941), James Lovelock in seguito conseguì la laurea in medicina (1949) e il dottorato di ricerca in biofisica (1959), entrambi presso l’Università di Londra. Ricercatore al National institute for medical research di Londra fino al 1961, esercitò il suo talento in diversi settori (dalla medicina subacquea alle scienze ambientali). Trasferitosi negli Stati Uniti (1961-63), collaborò con la Nasa e, nello stesso periodo, fu professore di chimica presso il Bailor college of medicine di Houston. Nel 2003 ha ricevuto il titolo di Companion of honour dalla regina Elisabetta.