Musei, all’Archeologico di Napoli la Preistoria ritrovata

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in foto Paolo Giulierini, direttore del Mann

La Preistoria ritrovata: 3.000 reperti dal Paleolitico Inferiore all’Eta’ del Ferro, in otto sale su tre livelli per oltre 1000 mq: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli riapre una sezione negata da tempo ai visitatori con un restyling luminoso e colorato, per un viaggio a ritroso nel tempo, fino a 450mila anni fa. ”Un racconto nuovo per il cammino piu’ antico dell’uomo – spiega Paolo Giulierini, direttore del MANN – con la riapertura della sezione Preistoria e Protostoria ritroviamo, dopo un quarto di secolo, il senso di una collezione identitaria. Grazie a un imponente e meticoloso lavoro di riallestimento e valorizzazione dei preziosi reperti campani e meridionali, per il visitatore da oggi sara’ piu’ facile orientarsi tra le ere, comprendere l’evoluzione umana ma anche approfondire la conoscenza del nostro territorio e immaginare quando nel Paleolitico, per fare solo un esempio, l’isola di Capri, tutt’uno con la terra, era abitata da ippopotami e rinoceronti”. La visita, negli spazi del primo piano accanto al Salone della Meridiana e alla collezione Magna Grecia, e’ ricchissima: dai tesori delle Grotte di Pertosa e Zachito, ai preziosi pezzi di Suessula alle altrettanto straordinarie le testimonianze della necropoli di Calatia, sepolcreto, del 700 a.C. sfarzosamente ornato con gioielli in oro, argento, bronzo, osso e ambra. In esposizione, oltre cento vasi d’impasto, argilla figulina e bronzo, cosi’ come utensili riferibili al banchetto tra questi, il lungo coltello e gli spiedi. Rispetto alla collezione storica, che nasce ad inizio del 1900, si possono vedere, mai esposti i 50 reperti dal Paleolitico di materiale litico dell’alto Casertano. ”Quella della Preistoria vogliamo sia una sezione viva: dal prossimo 29 aprile ospitera’ la sua prima mostra, dedicata al maestro del fumetto francese Moebius, in collaborazione con Comicon – anticipa Giulierini conducendo tra le sale la vedova del celebre artista che amava l’archeologia – perche’ come nell’arte, da Ce’zanne a Pablo Picasso a Paul Klee, da Joan Miro fino a Keith Haring, c’e’ tanta preistoria anche nella cultura contemporanea e nel nostro immaginario pop. Ad ognuno quindi le sue suggestioni, con l’invito per il pubblico di ogni eta’ a ritrovarle qui e a riflettere sull’evoluzione umana”. Curatori Floriana Miele, Giovanni Vastano ed Emanuela Santaniello, coordinamento artistico dell’allestimento e’ di Andrea Mandara e per la grafica di Francesca Pavese. Tra le novita’, il laboratorio tattile ‘Il museo a portata di mano’. Riaperte anche le due sale dedicate a Ischia dal Neolitico all’eta’ arcaica (inizio VI sec. a.C.) con la ricostruzione in scala 1:1 dell’edificio ovale di Punta Chiarito. Fino al 31 maggio la visita puo’ essere abbinata alla mostra Lascaux 3.0 che propone la ricostruzione della cosiddetta Cappella Sistina della preistoria’. E al 30 aprile al 7 settembre nella Preistoria arrivera’ ‘Moebius, alla ricerca del tempo’.