Musei, Capodimonte riunisce i Carracci: tornano visibili i sei dipinti ispirati a Correggio

Per la prima volta, i sei dipinti realizzati da Annibale e Agostino Carracci come memoria degli affreschi perduti del Correggio possono essere ammirati insieme in un’unica sala del Museo di Capodimonte. Il nuovo allestimento della sala 18 ricompone infatti l’intero nucleo appartenente alla collezione Farnese, restituendo al pubblico un passaggio decisivo della pittura emiliana del Cinquecento.

Il progetto espositivo arriva al termine del restauro di quattro opere conservate fino a poco tempo fa nei depositi del museo: “San Giovanni Battista e angeli”, “San Giovanni Evangelista e angeli”, “San Benedetto” e “San Mauro”. Accanto a queste tele sono esposte anche “Incoronazione della Vergine” e “Cristo in Gloria”, già restaurate nel 1996.

Il recupero consente di ricostituire il gruppo eseguito intorno al 1586 dai due giovani Carracci. I dipinti furono realizzati per conservare la memoria degli affreschi che Correggio aveva dipinto per l’abside della chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma e che stavano per essere distrutti.

Il nuovo intervento permette così di osservare nuovamente le sei tele come parte di un unico progetto, mettendo in evidenza i legami tra gli originali di Correggio e l’interpretazione offerta da Annibale e Agostino Carracci.

La qualità pittorica delle opere rappresenta una testimonianza preziosa della centralità di Correggio, maestro della scuola emiliana studiato e copiato da generazioni di artisti. Il confronto diretto con la sua pittura contribuì alla formazione dei Carracci, che proprio attraverso questo esercizio svilupparono capacità tecniche e compositive già vicine allo stile maturo che li avrebbe resi protagonisti della storia dell’arte.

Il nuovo allestimento di Capodimonte non recupera quindi soltanto un insieme di dipinti, ma restituisce al pubblico il dialogo tra tre grandi interpreti della pittura italiana e una pagina fondamentale della formazione dei Carracci, ancora oggi capace di affascinare studiosi e appassionati di tutto il mondo.