Musei, ispettori Mibact sulla Reggia di Caserta: Manchevolezze da parte della direzione

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“Le indagini e le verifiche ispettive condotte da questo segretariato generale sul crollo avvenuto nell’appartamento Reale della Reggia di Caserta, Sala delle Dame, il 10 dicembre 2017, ha evidenziato diverse manchevolezze/omissioni da parte del Direttore della Reggia, dott. Felicori, sia per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori e dei visitatori, sia per quel che concerne la salvaguardia e la conservazione del bene culturale”. Lo scrivono gli ispettori del ministero dei Beni Culturali nella relazione, datata 10 luglio scorso, nella quale illustrano l’esito dell’ispezione effettuata il primo febbraio 2018 alla Reggia, seguita al crollo che ci fu nel dicembre scorso alla Sala delle Dame, stanza ubicata lungo il percorso aperto ai visitatori; in quella circostanza crollò l’intero pannello d’intonaco dell’architrave/piattabanda del vano di una porta-finestra presente nella Sala delle Dame. Una turista e alcuni custodi erano seduti su una panchina posta proprio dove ci fu il cedimento, e solo per poche frazioni di secondo non furono colpiti; sentirono infatti prima un boato, quindi si alzarono di scatto e voltandosi, videro quanto accaduto. La sala e altre sei attigue furono poste sotto sequestro dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ipotizzò, a carico di ignoti, il reato di “omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina”; furono poi dissequestrate temporaneamente solo per permettere l’esecuzione dei primi lavori di messa in sicurezza, quindi nuovamente poste sotto sequestro, come è attualmente. I fatti accertati, sostengono gli ispettori, “si prestano, stante la gravità della situazione accertata e delle omissioni elencate, a configurare possibili responsabilità penali a carico dei soggetti responsabili”.
Numerose le contestazioni fatte dagli ispettori alla Direzione della Reggia. A Felicori viene contestata “la non ottemperanza degli obblighi in capo al datore di lavoro”, così come previsto dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, essendo “assente, nel documento di valutazione del rischio, sia del 2015 che del 2017, qualsiasi riferimento ai rischi presenti negli ambienti museali, pure aperti al pubblico, della Sala delle Dame e dell’intero Appartamento Reale, con conseguente esposizione al pericolo sia dei visitatori che dei dipendenti che lì prestano la loro attività lavorativa”. Per gli ispettori ministeriali, la Sala delle Dame sarebbe dovuta già essere chiusa prima del crollo. A Felicori viene anche contestata la “non effettuazione, negli anni e fino al crollo di cui è ispezione, sia di un monitoraggio strumentale sia di un rilievo grafico e fotografico dell’ambiente interessato dal crollo e di quelli adiacenti”. Gli ispettori sottolineano anche la pericolosità determinata dalle sconnessioni della pavimentazione delle sale museali per le quali, pur essendo aperte al pubblico, non è stato preso alcun provvedimento definitivo, affidando di volta in volta la cura del percorso dei visitatori all’interno dell’Appartamento Reale alle iniziative estemporanee del personale di sorveglianza; “si arrangiavano con sedie, paletti e cordoni di fortuna per impedire alla meglio che i visitatori inciampassero sulle mattonelle sollevate” annotano gli ispettori. In chiusura, gli ispettori affermano che “risulta improcrastinabile l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e di restauro di tutti gli ambienti dell’appartamento”.