Musei, Reggia Caserta: Basta cavalli, svolta green con veicoli elettrici. E riapre la saletta del calapranzo

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In foto la Reggia di Caserta

Dalle carrozze ippotrainate ai veicoli elettrici: è divenuta realtà la “svolta green” alla Reggia di Caserta. È stato infatti pubblicato dalla direzione del monumento l’avviso “per individuare le ditte da invitare alla gara di appalto finalizzata ad offrire un servizio di trasporto interno al Parco Reale rispettoso dell’ambiente, con l’uso di mezzi elettrici, omologati con conducente”. La decisione di “rivoluzionare” il servizio è stata presa dopo la morte tra i viali del Parco reale, il 12 agosto scorso, di un cavallo, colpito da infarto mentre trainava una carrozza. Il Direttore Tiziana Maffei sospese subito il servizio, e furono avviate indagini sulle autorizzazioni amministrative in possesso dei titolari degli animali, da cui emersero numerose irregolarità. A quel punto la Maffei ha interrotto definitivamente il servizio di carrozze a cavallo, decidendo di cambiare. L’affidamento del servizio avverrà per un periodo di sei anni mediante procedura negoziata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; tra i requisiti richiesti, un fatturato minimo nell’ultimo triennio, nello specifico settore richiesto dall’avviso, pari ad oltre due milioni di euro (2.250.000 euro), ed esperienza di almeno tre anni. “Il concessionario – si legge nell’avviso – dovrà assicurare, poi, una serie di misure volte a contribuire all’implementazione di sistemi innovativi, in linea con gli standard di un museo internazionale come la Reggia di Caserta, nonché la giusta valorizzazione dell’immagine del Complesso vanvitelliano”. In dettaglio, dovrà garantire, “per l’emissione del titolo di viaggio, il pagamento contactless attraverso carte di credito o di debito, smart card, smartphone e altri dispositivi che non richiedano l’inserimento fisico della carta nel lettore e la brandizzazione di tutti i mezzi ad uso esclusivo nella Reggia di Caserta”.

Intanto un’altra buona notizia: tornerà visibile la saletta del calapranzo dei Borbone. L’apertura al pubblico è stata decisa in seguito ai lavori di ripristino e riorganizzazione degli spazi del monumento patrimonio dell’umanità. La saletta del calapranzo, che si trova sul retro della Sala dell’Autunno, era ostruita da decenni da un impianto antincendio mai entrato in funzione. Le tubazioni dell’impianto coprivano un’intera parete e dietro la conduttura vi era la porta di accesso al calapranzo per le vivande dei regnanti. Si tratta di un sistema di trasporto al servizio della Sala dell’Autunno (affrescata da Antonio de Dominicis), dove gli ospiti privilegiati potevano essere presenti ai pasti del re e della regina e, qualche volta, parteciparvi. Nelle retrostanze era infatti presente un antenato del montacarichi d’albergo collegato con il piano superiore, dedicato a “quartini” della servitù, e con il piano inferiore, dove si trovavano le cucine. Dopo aver appurato che l’impianto di estinzione incendi era in disuso, e averne verificato la totale obsolescenza e impossibilità di procedere con un riadeguamento funzionale, ne è stata disposta la rimozione. Nel corso dei lavori di asportazione delle imponenti tubature e della loro rete elettrica, è emerso che il dispositivo, a gas argon, non è mai entrato in funzione. Per la sua installazione, all’epoca, sono stati praticati grossi fori alle pareti. Sono quindi tornati visibili la porta di accesso al portavivande e un prototipo di indicatore del piano. Non è, invece, più presente il meccanismo all’interno. Sono stati poi immediatamente predisposti e sono attualmente in corso i lavori di restauro dell’intero ambiente. Lo stato di degrado, rende noto la Direzione della Reggia affidata a Tiziana Maffei, “interessa sia la parte della superficie muraria sia il cancelletto in ferro che racchiudeva l’impianto. Al termine degli interventi, l’ambiente sarà visibile al pubblico lungo il percorso museale degli Appartamenti Reali”.