Musei, svolta per Ercolano e Campi Flegrei. Franceschini: Saranno autonomi

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Non solo Capodimonte. Anche Ercolano e Campi Flegrei entrano a far parte dei nuovi musei e nuovi parchi archeologici che come i 20 più grandi saranno dotati di autonomia e avranno un direttore manager scelto con un bando internazionale. Il ministro della cultura Franceschini presenta alle Camere la seconda parte della sua riforma con ulteriori novità per i musei, ma anche una rivoluzione nell’organizzazione della tutela, con l’arrivo di una Soprintendenza unificata per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. 

Oltre a Ercolano e ai Campi flegrei, diventano autonomi siti come Ostia, l’Appia antica e musei come il Nazionale romano e quelli di Villa Giulia. La scelta di puntare sull’autonomia di Ercolano dà un’accelerata al valorizzazione dello straordinario patrimonio della seconda città sepolta dal Vesuvio, che da sempre ha sofferto in termini di pubblico per la vicinanza di Pompei: 2.934.010 gli ingressi nel 2015, secondo posto nella classifica del Mibact, a fronte dei 352.365 visitatori di Ercolano.

 
Nelle intenzioni del ministro, la riforma servirà a “rafforzare i presidi di tutela, che diventeranno molti di più sul territorio, e a semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione anche grazie alle nuove soprintendenze parleranno con voce unica a cittadini e imprese riducendo tempi e costi burocratici”. Tant’è, incassato proprio ieri l’ok dei sindacati e del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, la seconda parte della riforma è tutta in un decreto ministeriale che entrerà in vigore a giorni, forse già nell’arco di una settimana. Certo ci vorrà qualche tempo per gestire la prima fase “un po’ complicata” con gli spostamenti del personale, spiega il ministro a parlamentari e senatori convocati per l’occasione a Palazzo Madama, ma entro febbraio si dovrebbero concludere le procedure di mobilità volontaria per poi mettere a punto le nuove piante organiche. 
 
Con l’accorpamento, sottolinea Franceschini, le soprintendenze diventeranno di più, e si potrà garantire un rapporto “più equilibrato” con il territorio. Il ministro cita l’esempio dell’archeologia, che dispone ora di 17 soprintendenze per tutta Italia: “con la riforma diventano 39 alle quali si aggiungono le due soprintendenze speciali di Roma e Pompei”. Tra le novità anche il Complesso dei Gerolamini che entra a far parte del Polo Museale di Napoli. “Per noi un ulteriore passo sulla strada avviata qualche mese fa – conclude Franceschini – più efficienza e burocrazia più facile, ma anche più impegno per valorizzare il patrimonio”. 
Più uffici, quindi, secondo una nuova mappa che tiene conto della grandezza del territorio, del numero degli abitanti e della consistenza del patrimonio culturale. La Lombardia, per esempio, passerà da due a quattro, il Lazio da due a tre, la Campania da una a due.