Musei, viaggio nel tempo tra Etruschi e Cleopatra col nuovo videogioco del Mann

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Oggi arriva sulle piattaforme Apple App Store e Google Play “Father and Son 2”, il sequel del popolare videogame Father and Son prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli con l’associazione TuoMuseo, distribuito nel 2017 e premiato con oltre 5 milioni di download in tutto il mondo. Il gioco offre nuovi personaggi, scenari e avventure da vivere in diverse epoche storiche, confermando il ruolo di avanguardia del museo napoletano nella sperimentazione di linguaggi innovativi e nella definizione di inedite forme d’interazione con il pubblico (non solo a livello di fruizione, ma anche di sviluppo creativo: una parte di Father and Son 2 è stata scritta seguendo i consigli ricevuti dagli utenti del primo capitolo del videogioco). Nel 2017 i giocatori interpretavano il ruolo di Michael, un ragazzo che andava alla ricerca del padre scomparso, un tempo archeologo al MANN. In Father and Son 2 la protagonista è ora Gloria, la compagna di Michael, vicina a prendere la laurea in archeologia. “Sono stati gli utenti stessi a chiederci di dare più importanza a lei e in generale all’elemento femminile – spiega Fabio Viola, game designer e fondatore di TuoMuseo -. In questi anni abbiamo ricevuto oltre 85mila commenti e valutazioni sulle piattaforme Apple e Android, un feedback incredibile che ci ha confermato quanto il gioco abbia stimolato l’interesse e la partecipazione del pubblico in tutto il mondo”. Una comunità dai forti connotati internazionali. Solo il 7% per cento di download del primo Father and Son sono avvenuti in Italia. Tutti gli altri riguardano il resto del mondo, complice la decisione di tradurre il gioco nelle principali lingue straniere (senza però dimenticare il legame con il territorio di provenienza: è stata realizzata anche una versione in dialetto napoletano). Lo stesso percorso sarà seguito per Father and Son 2, che fin da subito sarà reso disponibile in italiano, inglese, russo, spagnolo e cinese con altre a venire successivamente”. Father and Son 2 è stato sviluppato dal team di TuoMuseo guidato da Fabio Viola e Massimiliano Elia, della cui squadra fanno parte il game designer Sean Wenham, il compositore Arkadiusz Reikowski, lo sviluppatore Francesco Bizzini e l’animatore Angelo La Farina. Sia dal punto di vista della transizione digitale che da quello del coinvolgimento di un pubblico internazionale, il videogioco fa parte di una visione più ampia e integrata, che nei prossimi mesi sarà protagonista al MANN di numerose altre iniziative. “Per quanto riguarda la digitalizzazione del museo, stiamo procedendo all’installazione di 600 beacon, cioè delle antenne che saranno posizionate vicino ai reperti esposti nelle sale e permetteranno al visitatore di accedere a contenuti aggiuntivi tramite il proprio smartphone – dice il direttore Paolo Giulierini -. Utilizzeremo una tecnologia trasparente, invisibile, che non impatterà sull’allestimento storico del museo. Una nuova app raccoglierà poi gli oltre 30 progetti digitali del MANN, che comprendono iniziative spettacolari ed emozionati come MANN in Colors, con cui – tramite la tecnologia – riporteremo le statue del museo all’originaria identità cromatica. Diciamo che restituiremo al passato i suoi colori originali. Father and Son 2 sarà in gran parte rivolto alla comunità internazionale, ma in modo da integrare l’esperienza fisica con quella virtuale. A chi concluderà il gioco, per esempio, sarà offerto un ingresso al museo valido per 3 anni: così, se vive all’estero e decide di visitare l’Italia, avrà uno stimolo in più per venirci a trovare a Napoli. Ma questa idea di ‘rete digitale internazionale’ andrà sempre di pari passo con la ‘rete analogica’: il MANN continua e continuerà a prestare le sue opere a musei, istituzioni e mostre all’estero. In questo momento ne abbiamo in Giappone, altre negli Stati Uniti, a ottobre altre ancora arriveranno a Shanghai, in Cina”.

In Father and Son 2 si torna a viaggiare molto nel tempo. Se nel primo episodio, l’utente era proiettato dall’Antico Egitto alla Napoli borbonica del Settecento, passando attraverso l’eruzione del Vesuvio vista da Pompei nel 79 d.C., questa volta si esplorano cinque nuovi scenari, tutti molto simbolici e legati alle collezioni del museo: nel gioco si potrà incontrare un etrusco a Capua nel 475 a.C. (omaggio alla “Campania etrusca” protagonista della grande mostra Gli Etruschi e il MANN del 2020), quindi si seguiranno da vicino le vicende di Cleopatra e Marcantonio, in navigazione attraverso il Mediterraneo nel I° secolo a.C. In epoche più recenti, si indosseranno i panni di Charles Dickens nel suo viaggio a Napoli nel 1844 per giungere, cento anni dopo, alle drammatiche e vittoriose Quattro Giornate di Napoli, in cui dal 27 al 30 settembre 1943 la popolazione partenopea liberò la città dall’occupazione nazista, ancora prima dell’arrivo degli Alleati fino ad arrivare ai giorni nostri. “Fin dal primo capitolo del 2017, non abbiamo mai pensato di produrre un videogioco didattico o pedagogico – spiega Ludovico Solima dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che ha curato la supervisione del progetto. “L’idea non è quella di spiegare le opere, ma di diffondere l’idea e il senso del museo nel suo complesso”. Con Father and Son 2 e con le altre sue iniziative digitali, il MANN arriverà alla fine del 2022 a investire tutti i finanziamenti assegnati dal PON (Programma Operativo Nazionale) per il digitale del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, confermandosi tra le realtà in Italia che – grazie alla cooperazione e alla sintonia tra i suoi uffici interni – riescono a utilizzare per intero i finanziamenti ricevuti. “Nel gioco il filo conduttore è l’amore e si riflette su quanto le nostre vite siano spesso determinate dal semplice ‘sì’ o ‘no’ che diamo a una domanda – dice Fabio Viola -. All’inizio, Michael chiede a Gloria di sposarla. A decidere la risposta sarà il giocatore, e quella ‘semplice’ scelta altererà il corso degli eventi di gioco. L’amore però non è solo quello tra i due protagonisti. Uno degli obiettivi che ci siamo prefissati è di avvicinare nuovi pubblici al mondo dell’archeologia, mostrando le storie, i valori, le emozioni che si nascondono dietro e dentro opere che troppo spesso sono ancora percepite come noiose. Un oggetto esposto in una teca magari può raccontarci la storia di un bacio. E non c’è differenza tra un bacio dato oggi e uno avvenuto nell’Antico Egitto: è sempre legato a un’emozione”. “Viviamo in un periodo storico turbolento, in cui sono tornati fantasmi che – quelli sì – pensavamo e speravamo fossero rinchiusi nei musei e nel passato – conclude Paolo Giulierini -. Mi piace pensare che Father and Son 2, con il suo mix di amore, innovazione e conoscenza, possa essere il migliore antidoto contro la guerra e l’ignoranza”.