Museo archeologico Stabiae, ecco i reperti mai visti della Beverly Hills dell’antichità

92

Affreschi, pavimenti in opus sectile, stucchi, sculture, terracotte, vasellame da mensa, oggetti in bronzo e in ferro. Prestigiosi reperti, alcuni mai esposti prima in Italia, sono l’attrazione principale del museo archeologico Stabiae, il nuovo sito inaugurato oggi a Castellammare in provincia di Napoli e intitolato a Libero D’Orsi, il preside che negli anni Cinquanta intraprese la riscoperta delle villa Stabiane già parzialmente indagate in età borbonica. “Oggi è un giorno di festa, apre un nuovo museo. Il percorso espositivo offre la visita di una collezione che non si vedeva da anni e costituisce una nuova offerta turistica importante per la Campania”, ha detto il ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini in un messaggio inviato in occasione dell’inaugurazione del sito. Il museo si trova negli ambienti storici della Reggia di Quisisana a cui è dedicata una parte dell’esposizione relativa alle ricerche archeologiche. Durante il percorso, che vuole offrire un quadro complessivo di Stabiae e dell’Ager stabianus dall’età arcaica fino all’eruzione del 79 dC, vengono presentate agli utenti testimonianze della vita quotidiana di quella che viene considerata la Beverly Hills dell’antichità. I reperti riconducono il visitatore direttamente nelle ville romane d’otium, le lussuose residenze estive e di risposo degli uomini d’affari, ma anche nelle ville rustiche, simili a moderne fattorie, tutte in posizione panoramica con vista mozzafiato sul golfo di Napoli. Dalla Villa di Carmiano, ad esempio, proviene un triclinio, sala da banchetto, le cui parete affrescate sono integralmente riproposte al centro del percorso. Da Villa Arianna arriva invece un carro in bronzo, esposto per la prima volta, spunto per conoscere gli ambienti rustici di un tempo e le antiche produzioni tipiche del territorio stabiese e vesuviano.