Museo del Tesoro di San Gennaro, galà per i bambini del Santobono: Centro Ustioni, raccolti 23 mila €

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La Deputazione della Real Cappella e il Museo del Tesoro di San Gennaro hanno eccezionalmente aperto i propri spazi per un galà e concerto esclusivo promosso e organizzato dalla Sos Sostenitori Ospedale Santobono ets per contribuire a finanziare il Primo Centro Ustioni Pediatrico Regionale dell’ospedale Santobono di Napoli, destinato a diventare punto di riferimento per tutto il Sud Italia.
Grazie all’iniziativa del 23 maggio nella Real Cappella e Museo del Santo Patrono sono stati raccolti 23 mila euro che andranno a sostenere uno degli 11 progetti realizzati dalla S.O.S. ets per il reparto, e assicurare cure all’avanguardia e le migliori condizioni di degenza ai piccoli pazienti ustionati.
I fondi raccolti al Tesoro sono destinati in particolare alla work station dotata di un’importante tecnologia per una camera operatoria all’avanguardia che permetterà ai medici del Santobono di Napoli di operare affiancati dal supporto integrato, in tele conferenza, dei medici del Centro Ustioni Pediatriche dell’università di Zurigo, partner dell’ospedale per la coltivazione e l’impianto di cute bioingegnerizzata su bambini ustionati gravi. I finanziamenti doteranno il centro anche di arredi tecnici e di una telecamera integrata, di un sistema di sollevamento del paziente, di barelle elettriche, e di una mini sala multimediale per i consulti medici a distanza, di cucina e lavanderia, medicherie all’avanguardia e dell’umanizzazione pittorica di tutti gli ambienti.

Donatori napoletani e campani sono stati invitati a sostenere l’importante progetto e hanno avuto il privilegio di scoprire e vivere in maniera inedita il Tesoro, uno dei luoghi più simbolici di Napoli, da sempre crocevia di storia e identità della città.
Ad aprire la serata di galà e ad accogliere gli ospiti nella Real Cappella del Tesoro di San Gennaro le musiche per pianoforte di Antonio Fresa, che ha guidato il pubblico in una soundtrack experience fra influenze classiche e contemporanee, sonorità minimali e frammenti dal colore jazzistico. Un viaggio in musica, nelle composizioni scritte da Fresa per l’audioguida prodotta da D’Uva, Un Tesoro di audioguida, che da giugno 2022 accompagna i visitatori del Museo. Special guest la polistrumentista Ninon Valder al flauto e bandoneon.
Il cortile del Museo è stato, invece, eccezionalmente allestito per il galà: stelle del panorama eno-gastronomico italiano, tra chef stellati, maestri pasticceri, fruit designer e bread chef, hanno accompagnato gli ospiti in una degustazione ed esperienza culinaria unica, con 13 piatti ispirati alla storia di San Gennaro e ai suoi inestimabili doni, opere e gioielli, tra i più preziosi al mondo. Un menù esclusivo con le ricette ideate da Giuseppe Iannotti (Ristorante Kresios, Telese Terme), Alois Vanlangenaeker (Ristorante Zass, Hotel Il San Pietro, Positano), Lino Scarallo (Ristorante Palazzo Petrucci, Napoli), Giuseppe Manilia (Pasticceria Maison Manilia, Montesano sulla Marcellana), Nicola Pansa (Pasticceria Pansa 1830, Franco Pepe (Pizzeria Pepe In Grani, Caiazzo), Danilo Uva (Ristorante San Gregorio, Sorbo Serpico), Salvatore Varriale (Pasticceria Varriale, Napoli), Salvatore Capparelli (Pasticceria Capparelli, Napoli), Francesco Andoli (Ristorante Januarius, Napoli), Mariaelena Assante (Pastificio Gerardo di Nola, Gragnano), Napoleone Cioffi (Ammore Lievitati, Cava dei Tirreni), Amalfi) e Antonio Ricciardi (Voglia di Frutta, Napoli).

La cena è stata accompagnata dalla selezione di champagne di Veuve Fourny & Fils di Gennaro Iorio (Chef Caviste Caves Hôtel de Paris Monte-Carlo, Principato di Monaco), il servizio Vino a cura di AIS Associazione Italiana Sommelier delegazione Campania, Presidente Tommaso Luongo, la mozzarella offerte da Raffele Barlotti del Caseificio Barlotti di Paestum, il caffè servito nelle tazze storiche stile liberty grazie al Gran Caffè Gambrinus di Napoli, l’acqua offerta da Ferrarelle, il Nucillo è stato donato da ‘E Curti, la progettazione dell’evento è a cura di Mario Pietraccetta, mentre il servizio catering di Trotta&Trotta, l’allestimento a cura di Le Rose e le decorazioni floreali offerte da Gaetano Auricchio (Sinfonia dei Fiori, San Giuseppe Vesuviano).
Grazie alle donazioni ricevute per l’evento al Tesoro di San Gennaro, ad altre iniziative organizzate dalla Sos Sostenitori Ospedale Santobono, e all’integrazione con i fondi 5×1000 ricevuti nel 2023, sarà completato il finanziamento degli ultimi progetti e si potranno garantire le migliori cure ai bambini ustionati.
Le ustioni sono tra i più frequenti incidenti domestici nei bambini molto piccoli. Poterli curare con le migliori tecnologie disponibili e in un ambiente che riduce al minimo lo stress psicologico è prioritario.

La Sos Sostenitori Ospedale Santobono ets
La Sos Sostenitori Ospedale Santobono – Fondazione ETS, (ex Associazione Onlus) è stata fondata nel 2004 da un gruppo di medici dell’Azienda Ospedaliera ad Alta Specializzazione Santobono Pausilipon (la principale struttura pediatrica di riferimento di tutto il Sud Italia).
È capitanata dal Consiglio di Amministrazione formato dai tre fondatori: il Presidente Ugo de Luca, il Presidente onorario Antonino Tramontano ed il Vice Presidente Marcello Zamparelli, già medici del polo pediatrico napoletano e diretta da Emanuela Capuano.
La Fondazione Sos Ets dal 2004 si propone di svolgere opera di supporto all’attività istituzionale Ospedale Santobono Pausilipon, o ad altre Strutture Ospedaliere, con particolare riguardo alla ricerca, istruzione e divulgazione scientifica sulla tematica del bambino ospedalizzato. Offre supporto all’Ospedale allo scopo di migliorare il soggiorno dei bambini in degenza e delle loro famiglie.
Si adopera da oltre 20 anni, per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria soprattutto attraverso l’acquisto di apparecchiature medicali all’avanguardia e attraverso tutte quelle attività tese a migliorare l’assistenza ospedaliera.
Dal 2004 ad oggi ha raccolto oltre 6 milioni di euro, tutti destinati ad importanti ed innovativi progetti e sofisticate strumentazioni che hanno assicurato le migliori cure e condizioni di degenza possibili ai piccoli pazienti lavorando in sussidiarietà con l’ospedale.