Napoli si prepara a un’esplosione di energia. Lunedì 4 maggio alle 21, il Palapartenope diventa il cuore pulsante del tour “Ma noi siamo fuoco Capitolo II – Palasport 2026”, nuova tappa di un percorso artistico che segna un salto netto nella dimensione live di Annalisa.
Al centro dello spettacolo, un vulcano monumentale: non semplice scenografia ma organismo vivo, che respira luce e fiamme. È il simbolo di una narrazione costruita su tre elementi – fuoco, fiume e tigre – che prendono forma in altrettanti “sogni”. Il risultato è un racconto visivo che intreccia distruzione e rinascita, passato e futuro, in continuità con il precedente tour.
La macchina creativa è imponente. Il design è firmato da Denso Studio, mentre la direzione creativa porta la firma di Jacopo Ricci, classe 1994, già al lavoro con nomi come Skrillex, The Weeknd, Travis Scott, Janet Jackson, Martin Garrix, Achille Lauro e Fedez, oltre che in eventi musicali internazionali. Al suo fianco, Luca Ascioti per la scenografia e Vittorio Campagnolo alla programmazione luci.
Sul palco, oltre alla band storica – Daniel Bestonzo (anche direttore musicale), Gianni Pastorino e Dario Panza – si muovono 14 ballerini guidati da Simone Baroni, autore anche delle coreografie. Musica, arti visive e movimento si fondono in un’unica architettura narrativa.
La scaletta attraversa tutte le fasi della carriera dell’artista, con un focus sull’ultimo album “Ma io sono fuoco”, pubblicato nell’ottobre 2025 e già certificato Platino. Non mancano i brani storici e il nuovo singolo “Canzone estiva”, che ha conquistato la vetta dell’airplay radiofonico.
I numeri raccontano il resto: 54 dischi di platino, 16 d’oro, oltre 5 milioni di copie certificate. Nell’ultimo anno Annalisa ha firmato record su record, diventando la donna con più singoli nella top ten (20) e l’artista più ascoltata nei digital store italiani per l’intero anno. L’album “Ma io sono fuoco” ha debuttato direttamente al numero uno delle vendite e, in poco più di due mesi, è entrato nella top 100 dei più venduti del 2025, insieme al precedente “E poi siamo finiti nel vortice”.





































