Musica, concerto di McCartney: parte l’azione collettiva di Codacons Napoli contro i voucher

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In foto Paul McCartney

di Francesco Avati

Un’azione collettiva presso il Tribunale di Napoli contro gli organizzatori del mega concerto di Paul McCartney, annullato causa Covid, per il rimborso dei biglietti acquistati da chi, anche spendendo cifre considerevoli, sognava di vivere un evento unico, storico per l’Italia, e si è dovuto all’improvviso svegliare trovandosi nello stesso tempo “cornuto e mazziato”: a promuoverla è il Codacons di Napoli che, attraverso gli avvocati Giuseppe Ursini e Domenico Terracino, sta predisponendo in questi giorni le carte per la citazione in giudizio. Sono proprio loro a spiegare a ildenaro.it i termini della questione.

Da cosa nasce la battaglia legale?
“La Di and G. srl ha annullato, per motivi Covid, il concerto di Paul McCartney, previsto per il 10.06.2020 a Napoli in Piazza Del Plebiscito e quello del 13.06.2020 a Lucca per il Summer Festival. La D’Alessandro e Galli, organizzatrice dell’evento, invece del rimborso totale del biglietto, impone un voucher che potrebbe essere utilizzato per altri eventi organizzati dalla stessa entro 18 mesi dalla sua emissione. In sostanza, il consumatore, invece del desiderato concerto dell’ex Beatles, si troverebbe costretto ad accettare il concerto di un pinco pallino qualsiasi. E questo è inaccettabile”.

Gli organizzatori si fanno forti del fatto che alla soluzione voucher si è arrivati attraverso il decreto Cura Italia del governo. Su quali basi si fondano le ragioni di chi giustamente richiede i soldi indietro?
“Sulla legge, che disciplina il contratto con prestazioni corrispettive. In questo caso, è di tutta evidenza che, se un evento viene annullato e non sarà più realizzato, il consumatore ha diritto alla restituzione della somma pagata e non certo ad un voucher, anch’esso subordinato ad eventuali sopravvenienze negative future. Infatti, Ai sensi dell’art. 1463 c.c., nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta, non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito. Su questo anche la Cassazione fa precisazioni a riguardo”.

Tipo?
“La Cassazione afferma che ‘l’impossibilità sopravvenuta della prestazione si ha nel caso in cui sia divenuta impossibile l’esecuzione della prestazione del debitore, ma anche nel caso in cui sia divenuta impossibile l’utilizzazione della prestazione della controparte, quando tale impossibilità sia comunque non imputabile al creditore e il suo interesse a riceverla sia venuto meno, verificandosi in tal caso la sopravvenuta inutilizzabilità della finalità essenziale in cui consiste la causa concreta del contratto e la conseguente estinzione dell’obbligazione (Cassazione civile, sez. III, 20/12/2007, n. 26959)'”.

In questo caso, la causa concreta del contratto è il concerto di Paul McCartney e non altri.
“Esatto. La conseguenza è che, nell’economia funzionale complessiva del contratto l’impossibilità di utilizzazione della prestazione da parte del creditore per causa a lui non imputabile, pur se normativamente non specificamente prevista, è da considerarsi causa di estinzione dell’obbligazione, autonoma e distinta dalla sopravvenuta totale (ex art. 1463 c.c.) o parziale (ex art. 1464 c.c.) impossibilità di esecuzione della medesima (Cass., 24/7/2007, n. 16315). Aderendo ai suddetti principi, appare evidente che l’acquirente in caso di richiesta di rimborso per eventi-concerti-spettacoli annullati per l’emergenza Covid abbia diritto a ricevere l’equivalente della prestazione corrisposta per l’evento annullato”.

Come si sta muovendo il Codacons?
“Per opporsi a quello che appare come un vero e proprio sopruso, il Codacons ha deciso di lanciare una doppia iniziativa legale: un esposto alla Commissione Europea affinché apra una procedura di infrazione contro l’Italia per aver introdotto l’illegale strumento del voucher come unica forma di rimborso, ma soprattutto, un’azione collettiva contro gli organizzatori di eventi da parte degli spettatori che hanno acquistato i biglietti per lo spettacolo annullato”.

Insomma, la battaglia è appena iniziata.
“Sì, la sede di Napoli ha già predisposto una citazione collettiva alla quale potranno partecipare tutti gli acquirenti del biglietto”.