Musica, dieci anni senza Bowie: l’eredità di un artista visionario e trasformista

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in foto David Bowie in L'Uomo che cadde sulla terra

Il 10 gennaio 2016 a New York moriva David Bowie. A dieci anni dalla sua scomparsa, il suo nome continua a occupare un posto centrale nella cultura pop. Aveva 69 anni e una carriera che aveva attraversato mezzo secolo, cambiando pelle e suono più volte di chiunque altro nel rock. Bowie non è stato solo un musicista visionario, ma anche un attore capace di lavorare con registi come Martin Scorsese, Christopher Nolan e David Lynch.

La sua eredità va ben oltre i dischi. Ha influenzato moda, fotografia e teatro, lasciando immagini e idee che ancora oggi ispirano artisti di ogni genere. Canzoni come Space Oddity, Starman e Heroes sono diventate parte della memoria collettiva, così come i personaggi che ha inventato: Ziggy Stardust, icona glam venuta dallo spazio, e il Duca Bianco, elegante e distante, sono solo due delle sue tante trasformazioni.

A raccontare questa complessità ci prova anche il libro di Paul Morley, Oltre lo spazio e il tempo (Hoepli), che analizza Bowie per temi e idee, mettendo in luce la sua capacità di creare un linguaggio nuovo e universale. Un artista camaleontico, sempre diverso, ma riconoscibile al primo ascolto.

Bowie è stato spesso descritto come una lente attraverso cui guardare il mondo. Dal proto-punk degli inizi alle sperimentazioni elettroniche di Low e Heroes, fino a Blackstar, uscito solo due giorni prima della sua morte, ogni capitolo della sua carriera racconta la stessa storia: quella di un uomo che non ha mai smesso di esplorare. E proprio per questo continua a parlarci, anche oggi.