Musica, solstizio d’estate tra tradizioni, suoni e danze al Real Bosco di Capodimonte

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di Fiorella Franchini

Il Real Bosco di Capodimonte festeggia il solstizio d’estate con un’iniziativa che unisce tempo, spazio e anima. Al via il fino al 24 giugno la I edizione del Festival della Musica popolare del Sud Italia: tradizioni, suoni, danze
“La musica è basata sull’armonia tra Cielo e Terra, è la coincidenza tra il disordine e la chiarezza” sostiene Hermann Hesse e ben lo sapevano le genti che ci hanno preceduto se ne hanno fatto una delle espressioni più caratteristiche della nostra identità. La musica popolare è stata, per secoli, lo strumento delle classi meno abbienti per esprimersi e comunicare sentimenti ed emozioni, gioie e dolori. Si ballava e cantava per un matrimonio e una nascita, per la mietitura e la vendemmia, per onorare le ricorrenze religiose o i propri morti. Tutte le etnie del mondo hanno il proprio folclore musicale e nel Meridione d’Italia il popolo ne ha fatto una realtà diffusa e profondamente radicata
“La musica popolare è una musica colta. – sostiene il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger: – Creare un festival significa creare una tradizione, nel nostro caso, una tradizione della tradizione musicale. Questo è anche il modo più allegro e vivace di dare visibilità alla cultura popolare”.
Per quattro giorni sarà possibile ascoltare i suoni del Sud eseguiti dal vivo dalle principali compagnie di canto popolare della Campania, della Calabria e della Puglia per imparare a ballare le danze la tarantella calabrese, la pizzica tarantata e le tammurriate campane, ma anche seminari e workshop per approfondire l’ampio mondo delle tradizioni popolari del Sud Italia con le voci più autorevoli del settore. Una vera e propria indagine etnomusicologa per una piena consapevolezza dell’immenso patrimonio immateriale rappresentato dalla musica popolare nel Sud Italia da conoscere, custodire e tramandare.
La musica è un linguaggio evanescente che consente di entrare in un’altra vita e in un altro tempo, recuperando un sapere antico. “L’elemento che qualifica questo Festival e lo rende unico rispetto agli altri, è il suo alto valore scientifico: non solo musica, ma seminari, workshop, dibattiti e incontri tra i maggiori esperti del settore ”, sostiene Aurora Giglio presidente di MusiCapodimonte che insieme a Peppe Barra, direttore artistico della manifestazione, ha curato un programma originale che mira ad essere solo il primo atto di un progetto di rivalutazione di tutta la cultura popolare: proverbi, lingua, canzone, poesia, letteratura.
Una grande festa della musica e della tradizione nello spettacolare scenario del Bosco di Capodimont sempre aperto a tutte le forme artistiche, soprattutto per ricordare che il senso dell’arte è sempre stato quello della libertà e della condivisione.
“La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza”. Appuntamento, dunque, dal 21 giugno secondo il programma pubblicato dal sito istituzionale per uno straordinario momento di confronto e aggregazione sociale, di divertimento e di riflessione intellettuale che fortifichi anche il senso di appartenenza alle nostre radici.