Musicoterapia e Morbo di Parkinson: strategia per un recupero

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Le Associazioni “Il Grido Universale” e “MadaMadà Eventi” hanno lo scopo di diffondere e dare origine a un movimento creativo intorno alla disciplina della Musicoterapia. Questa è l’idea che ha ispirato le associazioni ad organizzare il Convegno di Musicoterapia dal titolo “Le influenze della musica sul divenire dell’uomo. Gli effetti neurobiologici della musica come terapia nelle malattie neurodegenerative”. L’evento è nato con lo scopo preciso di divulgare non solo esclusivamente agli “addetti ai lavori” (cioè i musicoterapisti, appunto) le potenzialità di tale disciplina in suddetta prospettiva applicativa, ma di farla conoscere alla più vasta platea di medici, psicologi, neurologi, terapisti della riabilitazione, e di quanti altri avessero interesse ad approfondire la tematica della musica come terapia. Oggi ci sono innumerevoli definizioni di musicoterapia. “La musicoterapia è una disciplina che utilizza la possibilità di lavorare direttamente sul livello emotivo-relazionale del paziente con un impatto diretto sulle funzioni nervose superiori del cervello (memoria, linguaggio, orientamento spazio temporale ecc.) -– spiega Vincenzo Bonavita, Professore emerito di neurologia e Presidente della Clinica Hermitage Capodimonte. –  Naturalmente è indicata per i pazienti che hanno malattie neurodegenerative, nelle quali le disfunzioni cognitive ed affettive/emotive svolgono un ruolo cruciale nel generare la disabilità, ma possono trarne benefici anche persone con malattie psichiche come disturbi depressivi o ansiosi oppure coloro che, pur non affetti da malattie specifiche, hanno un notevole carico di stress psicologico dovuto a compiti emotivi, cognitivi e sociali percepiti come eccessivi. Io lo consiglierei ai miei pazienti soprattutto in seguito ai risultati che stiamo ottenendo. – continua il professore – Da circa due anni è partito presso la nostra Clinica Hermitage Capodimonte un progetto pilota su un gruppo di pazienti affetti dalla Malattia di Parkinson coordinato dalla Dr.ssa Marianna Amboni, neurologa, con il supporto della Dott.ssa Luciana Mosca, musicoterapista e psicologa e della Dott.ssa Rosanna Forges Davanzati, musicista e musicoterapista – conclude Vincenzo Bonavita – avvalendosi della loro esperienza accumulata in tanti anni di studi ed esperienze”. “Il nostro studio pilota – commenta la dott.ssa Marianna Amboni – è nato dall’esigenza di oggettivare con metodo rigoroso gli effetti motori, cognitivi ed emotivi della musicoterapia su pazienti con malattia di Parkinson. Un’idea che stiamo valutando – continua – è quella di verificare, con studi di risonanza magnetica funzionale di confronto pre e post-trattamento, gli effetti della musicoterapia sulla connettività cerebrale nei soggetti con la malattia di Parkinson” – conclude la Dott.ssa Marianna Amboni.
L’evento si è concluso con una performance musicale eseguita dal S. Antonio’ S  Gospel Choir,  Diretto da Angela Camilleri e Floriana Sorrentino che, tra i tanti brani propost,i hanno eseguito un arrangiamento di Kalimba De Luna dedicato a Gianluigi Di Franco. Speriamo a breve di far cambiare idea a chi, fino ad oggi, ritiene la musica soltanto un qualcosa atto a rallegrare momenti della giornata o come sottofondo alle diverse attività. Secondo i ricercatori la musica è invece un potente mezzo da comprendere sempre più per poterlo sfruttare al meglio e ottenere grandi benefici sia psichici che fisici.