Muti torna a Nisida con tre musicisti Usa. Esibizione in carcere prima del concerto al San Carlo

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in foto Riccardo Muti

“Volevo rincontrarvi e ho voluto portarvi tre musicisti che, per il loro strumento, sono unanimemente considerati tra i migliori al mondo. Non schifezze e caccavelle, ma il meglio che esiste, affinché ricordiate questo momento per tutta la vita”. Riccardo Muti presenta così ai ragazzi del carcere di Nisida Jennifer Gunn, Charles Vernon e Gene Pokorny, componenti della Chicago symphony orchestra, che lo accompagnano nella visita all’istituto penale per minorenni di Napoli. Un passaggio fortemente voluto dal maestro, che si esibirà in serata al San Carlo per la prima tappa italiana del tour europeo con cui festeggia i dieci anni di direzione musicale della Chicago, tra le migliori orchestre al mondo, che ha dalla sua 120 anni di storia.
Al suo ritorno a Nisida, sceglie per l’esibizione il belvedere, per far viaggiare le note in uno scenario mozzafiato, tra il panorama, il rumore delle onde e il garrito dei gabbiani. Muti scherza sulle condizioni meteo con i ragazzi, il direttore del carcere Gianluca Guida, il sovrintendente del San Carlo Rosanna Purchia e la platea composta da pochi e selezionate persone. “Avevo detto ai nostri ospiti che questa è la città del sole – racconta – ma ieri qui pioveva. Ho parlato con il Signore, spiegandogli che avrei fatto una brutta figura, quindi questa splendida giornata è il risultato di un dialogo tra dog, cioè io, e God, Dio, che come sapete ascolta anche gli animaletti”. Una ragazza tra il pubblico, Valentina, gli dedica una poesia che si intitola ‘A Riccardo Muti’, che recita così: “Ballavi su quella nera barca in un mare di intensa passione, di una vita passata ad amare le orecchie di noi, poveri esseri, persi nei tuoi occhi cristallini, musicanti”. Prima di lasciare la scena ai musicisti, il maestro si avvicina a uno dei giovani detenuti. “Ti ricordi di me? Ti vedo bene, hai cambiato taglio di capelli – dice sorridendo – questi ragazzi mi hanno fatto una bellissima impressione quando sono stato qui la volta scorsa e ce n’era uno che mi ha messo alla prova con delle domande e mi guardava con estremo sospetto”.
Mentre Muti parla, alle sue spalle Gunn, Vernon e Pokorny preparano rispettivamente il flauto e il piccolo, il trombone, e la tuba. Tre strumenti molto diversi tra loro, scelti appositamente per questa esibizione dal maestro, che domani proseguirà il tour a Firenze e poi sarà a Milano. Si comincia con ‘Oculus non vidit’ del compositore Carlo Santino, arrangiata per flauto, trombone e tuba, per proseguire con il Concerto in Do minore per due violini di Bach, arrangiata per piccolo e tuba. “Il virtuosismo del violino portato sulla tuba – spiega Muti – due strumenti estremi, il più acuto e il più grave”. Poi è la volta di “I’m Getting Sentimental Over You”, motivo jazz del 1933 reso famoso dalla band di Tommy Dorsey e arrangiato per trombone e tuba. Dopo la Sonata in Re minore di Giuseppe Rabboni, eseguita solo da Gunn al piccolo, Pokorny diletta la platea con una selezione di colonne sonore tratte da film celebri, tra cui Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo e Guerre stellari. La chiusura è un omaggio a Napoli, con un insolito ‘O sole mio arrangiata per flauto, trombone e tuba. “E’ importante che capiate come questi strumenti che solitamente ascoltate in un’orchestra o in una marcia funebre sono invece estremamente espressivi, possono trasmettere forti emozioni”, fa notare Muti prima dell’applauso finale dei ragazzi, che hanno seguito l’esibizione in rigoroso silenzio e lasciando trasparire un po’ di emozione. Dopo un breve saluto al personale dell’istituto, il maestro lascia Nisida con i tre componenti dell’orchestra, mentre i loro colleghi sono al museo di Capodimonte per ammirare la mostra ‘Napoli Napoli: di lava, porcellana e musica’. Come gesto di cortesia, Muti ha voluto offrire a tutti i musicisti e agli accompagnatori la cena di gala in programma stasera, oltre al soggiorno napoletano.