Mutilavano braccia e gambe per intascare assicurazione

14

Palermo, 8 ago. (AdnKronos) – Si sarebbero fatti mutilare, consenzienti, braccia o gambe, pur di avere il risarcimenti dall’assicurazione. Una truffa che adesso è stata scoperta dalla Polizia di Stato di Palermo che sta eseguendo dei fermi emessi dalla Procura di Palermo. Le ‘vittime’, come spiega il capo della Squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti, avrebbero ottenuto anche risarcimenti che superano i centomila euro.

11 i fermi eseguiti dalla polizia di Palermo che ha sgominato “due pericolosissime organizzazioni criminali dedite alle frodi assicurative realizzate attraverso le mutilazioni di arti di vittime compiacenti”. Coinvolto anche un infermiere dell’ospedale Civico di Palermo. “Le due associazioni criminali disarticolate dalla polizia di Stato con le indagini dirette dalla Procura di Palermo hanno evidenziato la particolare cruenza degli adepti delle due organizzazioni, che scagliavano pesanti dischi di ghisa come quelli utilizzati nelle palestre sugli arti delle vittime, in modo da procurare delle fratture che spesso menomavano le parti coinvolte costringendole anche per lunghi periodi all’uso di stampelle e a volte alla sedia a rotelle”, dice la Questura.

Una volta fratturate le braccia o le gambe del malcapitato l’organizzazione “che si avvaleva di diverse compiacenze” provvedeva a mettere in scena il finto incidente stradale ingaggiando falsi testimoni. Una volta inscenato l’incidente venivano avviate le pratiche assicurative che potevano valere importo variabili tra i 100 e 150mila euro per singola pratica. “Le fratture erano fatte tutte allo stesso modo”, dicono gli investigatori.

Le vittime compiacenti venivano reclutate dai membri delle organizzazioni in luoghi frequentati da persone ai margini della società, “venivano individuati come congeniali ai fini dei gruppi criminali tossicodipendenti, persone con deficit mentali o affetti da dipendenza da alcol, e con grandi difficoltà economiche, attratti dalle promesse di facili e cospicui guadagni, mai corrisposti dalle organizzazioni criminali”.

Nella truffa c’è anche una vittima. Si tratta di un tunisino che sarebbe morto per le mutilazioni subite. L’uomo è stato trovato senza vita nel 2017, ma non era morto a seguito di un incidente stradale. Come hanno poi scoperto gli inquirenti, era rimasto vittima delle mutilazioni subite per ottenere il risarcimento. Gli organizzatori della truffa gli avrebbero fratturato volutamente le ossa ma alla fine il tunisino è morto.