Mutui: l’esperto, 4 motivi per cui sospensione rate è scelta intelligente

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Roma, 4 set. (Labitalia) – La moratoria per 12 mesi sulla quota capitale del finanziamento concessa alle famiglie – tra mutuo prima casa e credito al consumo – ha interessato fino ad ottobre 2017 già 16.642 famiglie per un controvalore complessivo sospeso di 475 milioni di euro e una maggior liquidità totale a beneficio dei consumatori pari a 118 milioni di euro. Il tema è stato oggetto anche di una specifica norma nell’ultimo decreto Milleproroghe approvato dal Senato ai primi di agosto: una norma in materia di mutui che consente di allungare il periodo di ammortamento dei finanziamenti per famiglie e piccole e medie imprese, consentendo di usufruire delle misure di sospensione del pagamento delle rate ancora per un biennio.

Per chiarire meglio alcuni punti legati a un tema così delicato William Cappa, esperto e addetto ai lavori del settore, ha individuato 4 motivi per i quali la sospensione delle rate del mutuo per difficoltà economica è la scelta più intelligente. “Una scelta che va affrontata con decisione e senza timori, ignorando con criterio ogni possibile indizio allarmistico”, avverte.

William Cappa è socio fondatore della Cappa & Associati, struttura italiana di professionisti specializzati nel settore del debito con il focus sul pignoramento della casa. L’azienda ha ideato e sistematizzato un processo di chiusura del debito collaudato, denominato ‘Debiti Zero’. Ecco i 4 motivi illustrati da William Cappa.

1. Un diritto riconosciuto. La richiesta di interruzione delle rate è corretto richiederla perché è un diritto riconosciuto al consumatore, ed è prevista sia dalla legge che dai contratti di mutuo firmati tra il richiedente e la banca. Rileggendo il contratto di mutuo, si noterà che c’è una clausola che permette di potersi affidare alla moratoria in caso di gravi difficoltà.

Anche perché la banca stessa ha un interesse importante ad autorizzare il congelamento della rata per 12 mesi. Si evitano interventi legali per il recupero del credito, si evitano spese giudiziali per avviare un pignoramento, ecc. La moratoria è una possibilità per entrambe le parti per capire se nel prossimo futuro ci sarà di nuovo la capacità finanziaria di riprendere a pagare le rate del mutuo. Ed è un bene che ci sia. In alcuni casi, tampona il momento di difficoltà che può svanire quando si ritrova un nuovo posto di lavoro e l’economia famigliare ricomincia a girare un po’.

2. Prendersi un anno di tempo per uscire dalle difficoltà economiche e ricominciare a lavorare. Permettersi la tranquillità di avere un momento in cui tirare il fiato e non avere l’incombenza della scadenza mensile aiuta molto e rasserena un po’ gli animi. Tutto deve essere coordinato con la propria banca in modo da fare ogni cosa secondo le norme vigenti. Il tempo è una risorsa limitata ma va sfruttata al massimo. Attenzione però: non si può chiedere di sospendere il mutuo per un anno se non si ha una valida motivazione, come per esempio la perdita del lavoro. Inoltre, la moratoria deve essere richiesta con ben in mente il fine: ‘Come farò quando tra 12 mesi dovrò ricominciare a pagare il mutuo? Riuscirò ad essere regolare con i pagamenti oppure la sospensione è solo un modo per prendere fiato e non pensarci più?’.

3. Chiedere di far rientrare le rate scadute all’interno del periodo di sospensione. Ci sono alcune possibilità gli utenti non conoscono. Alcune banche concedono infatti la possibilità di poter far rientrare le rate non pagate dei mesi passati già nel periodo di moratoria. Poniamo un esempio semplice. Immaginiamo di non avere pagato le ultime 5 rate. Andiamo in banca e chiediamo di sospendere il mutuo per un anno. Facendo rientrare le 5 rate non pagate all’interno del periodo della moratoria, è come se fossero già 5 i mesi di interruzione dei pagamenti e a questo punto restano altri 7 mesi davanti. Altre banche, invece, chiedono di rientrare della rate scadute per poi concedere la sospensione del mutuo per un anno.

4. Prevedere lo scenario peggiore alla scadenza dei 12 mesi di sospensione. Un anno di tempo non è proprio poco. Ma non è nemmeno un tempo infinito. Diciamo che è un periodo giusto per potersi rimettere in pari con la situazione, magari trovando un nuovo posto di lavoro o un’altra soluzione finanziaria. Ma cosa succede se alla fine le cose non cambiano e si deve ricominciare a pagare il mutuo? È giusto essere positivi, ma è altrettanto corretto avere una visione a lungo termine e prevedere cosa fare in caso in cui la situazione economica famigliare non si rimetta a posto.

“La sospensione del pagamento del mutuo – spiega William Cappa – non è la soluzione definitiva al problema di mancanza di liquidità. È solo un aiuto momentaneo che può supportare ma ci si deve attivare parallelamente con una soluzione più solida se si sa per certo che alla fine non si riuscirà più a riprendere con regolarità i pagamenti”. “Peraltro, ogni volta che qualcuno fa domanda per avere accesso alla moratoria in banca si accende un faro sopra la testa della persona che ha fatto richiesta. Chiedere di sospendere il mutuo significa ‘sono in difficoltà’, ‘non riesco più a pagare’. Per cui la persona viene monitorata (metaforicamente) per capire se ce la farà ancora a riprendere a pagare”, conclude.